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 2007  maggio 18 Venerdì calendario

Librerie e classifiche dei libri. Corriere della Sera 18 maggio 2007. Sono un libraio e ho letto l’articolo di Paolo Di Stefano ( Corriere, 15 maggio) che parla delle classifiche dei libri

Librerie e classifiche dei libri. Corriere della Sera 18 maggio 2007. Sono un libraio e ho letto l’articolo di Paolo Di Stefano ( Corriere, 15 maggio) che parla delle classifiche dei libri. A mio avviso occorrerebbe fare un po’ di chiarezza. Purtroppo in Italia c’è una lobby commerciale che ritiene, da tempo, che vendere libri o banane sia esattamente la stessa cosa, altrimenti non si spiegherebbe perché la nostra classe politica non si preoccupi di tutelare e regolamentare il settore con una legge ad hoc. Legge presente in tutti i Paesi d’Europa e là dove c’è, si applica e si controlla è dove si legge di più. Oggi i libri si trovano ovunque dall’edicola, al supermercato, al benzinaio, ai megastore tecnologici con sconti proibitivi che i librai non possono permettersi. Rettifico, non tutti i libri, ma i libri delle classifiche, le novità di cui gli editori stampano migliaia di copie. Ma questo non è un bene per la diffusione della letteratura né per i librai che, col tempo, stanno scomparendo. Nel 2006 solo il 17,4% delle persone che hanno comprato un libro lo hanno fatto in librerie e, in uno studio del 2006, il 37% della popolazione italiana non aveva letto nemmeno un libro nei 12 mesi precedenti all’intervista. Chi volesse fare un vero servizio culturale dovrebbe telefonare ai librai che si occupano dei libri a tempo pieno, leggendoli e preparandosi, per farsi consigliare 4 o 5 titoli da leggere. Scoprirà che ogni libreria ha la sua classifica con dati molto diversi da quelli pubblicati nella quale primeggiano libri che non si trovano al supermercato, ma che meriterebbero considerazioni differenti. Le classifiche sono condizionate dai numeri di stampa e dalla diffusione dei volumi indipendentemente dalle vendite. chiaro che quando un libro diventa un fenomeno le classifiche diventano attendibili, ma, in Italia, si pubblicano circa 53 mila titoli tra novità e ristampe all’anno per 254 milioni di copie stampate e immesse nei canali di vendita (Rapporto sullo studio dell’editoria 2004). Vendere 50.000 copie di un libro è un successo editoriale. Oggi i librai in Italia sono circa 2.000 suddivisi fra circa 6.000 Comuni, dato, purtroppo non aggiornato a causa delle chiusure sempre più frequenti, e spesso un buon consiglio, non supportato da classifiche, porta a vendere decine di copie di un libro. Il passaparola rimane ancora oggi la formula più azzeccata per le vendite dei libri: «Là c’è un libraio, mi ha consigliato un ottimo libro». Le classifiche? Non riguardano il mondo del libro ma solo quello degli editori non confondiamo quello che è un servizio con il marketing. Certo, nelle nostre condizioni qualsiasi forma di divulgazione, anche negativa, speriamo ci possa aiutare ma non ne sono convinto, l’unica cosa di cui sono certo è che il fine non è quello culturale. Continuo a sperare che un giorno fuori dalle logiche commerciali si pensi a coinvolgere i librai con i loro consigli e ci si renda conto quale ruolo primario abbiano le librerie e non certo le classifiche. Diego Liserani, Brescia