Corriere della Sera 18/05/2007, pag.21, 18 maggio 2007
[DROGA A SCUOLA] E
il professore aiuta a rollare la sigaretta con la cannabis. Corriere della Sera 18 maggio 2007. MILANO – Mani che «rollano» canne, spinelli che passano da un ragazzo all’altro, studenti che fumano erba nei corridoi della scuola durante la ricreazione ma anche in classe, sotto gli occhi del professore che scrive alla lavagna senza accorgersi di nulla o che, addirittura, partecipa all’operazione. Le scene, riprese presumibilmente con dei videofonini, sono quelle che si vedono in sette filmati giunti in questi giorni al sito internet
www.scuolazoo.com (che le ha poi messe in rete), specializzato in video amatoriali realizzati e messi in condivisione da studenti. Un sito che, in passato, aveva già fatto notizia per aver messo on line testimonianze di veri e propri episodi di bullismo avvenuti in varie scuole d’Italia.
Uno dei sette nuovi video, poi ripreso dal sito YouTube, è finito anche in televisione, mandato in onda ieri dal «Tg5» e dal telegiornale di Italia Uno «Studio Aperto». Nelle immagini, piuttosto confuse e di scarsa qualità ma leggibili, si vede un insegnante che fuma «sigarette» sospette insieme ai ragazzi. A rollare uno spinello, secondo quanto si evince dal video, sarebbe proprio il professore che, vedendosi inquadrato, dice a un alunno: «Che fai, riprendi anche me?». In quattro dei sette filmati è protagonista un gruppo di ragazzi campani. «Vai tranquillo, è roba leggera », dice uno dei giovani ripresi, passando la canna ad un compagno di classe. In un altro video un ragazzo durante un’assemblea scolastica, dunque in assenza del professore, illustra ai compagni le varie fasi del rullaggio di uno spinello.
I sette video arrivano a distanza di pochi giorni dalla morte in classe di uno studente milanese che, poco prima di crollare sul banco, aveva fumato uno spinello. Un episodio che ha riacceso polemiche e preoccupazioni sul tema del fumo e della diffusione di droga nelle classi, fenomeni che, a vedere i video inviati a scuolazoo.com, sembrano essere piuttosto comune nelle scuole superiori italiane.
In realtà, non è chiaro se i filmati incriminati siano davvero testimonianze di una realtà preoccupante o piuttosto goliardate «sceneggiate» da studenti in vena di scherzi o in cerca di notorietà sul web.
Per Paolo De Nadai, webmaster del sito che ha ricevuto i filmati, i video in questione rappresentano «un semplice spaccato della vita scolastica e un genuino reality nelle classi italiane». Le immagini, secondo De Nadai, denuncerebbero «certi malcostumi, per far capire ai genitori e agli insegnanti oltre che alle istituzioni quello che noi ragazzi facciamo sotto al loro naso».