Corriere della Sera 18/05/2007, pag.21 Alessandra Arachi, 18 maggio 2007
Turco apre a Moratti sul kit antidroga «Idea interessante». Corriere della Sera 18 maggio 2007. ROMA – Il sindaco di Milano la proposta l’ha lanciata per la sua città: un kit antidroga nelle mani di 34 mila famiglie per scoprire se i figli dai 13 ai 16 anni si drogano o no
Turco apre a Moratti sul kit antidroga «Idea interessante». Corriere della Sera 18 maggio 2007. ROMA – Il sindaco di Milano la proposta l’ha lanciata per la sua città: un kit antidroga nelle mani di 34 mila famiglie per scoprire se i figli dai 13 ai 16 anni si drogano o no. Ma ieri è stata Livia Turco, ministro della Salute, a raccogliere l’idea di Letizia Moratti. « una proposta che valuto con un certo interesse – ha detto ”. Bisogna fare in modo che si arrivi ad un consumo nullo delle droghe, ma per questo serve educazione e formazione». E immediatamente si è scatenato il dibattito. A Milano il centrosinistra si era subito schierato contro quel kit voluto dal Comune che si usa con gocce di urina, come un test di gravidanza. Ma anche in Parlamento sono in tanti dal centrosinistra a non capire il motivo della condivisione della proposta del sindaco di centrodestra da parte del ministro Turco. Il senatore diessino Furio Colombo si sente addirittura umiliato per questo. «Si sta verificando di nuovo il triste fenomeno della rincorsa delle idee del centrodestra», dice infatti, ricordando la piazza San Giovanni che manifestava contro i Dico con i ministri del centrosinistra. Poi aggiunge: «Sono assolutamente d’accordo con quella mamma medico che proprio sul Corriere ha contestato il kit, dicendo: "sono una madre non una poliziotta. Io da padre mi sarei accorto se mia figlia aveva a che fare con la droga». Anche Paolo Cento, sottosegretario verde all’Economia, attacca il ministro Turco: «Oramai siamo al festival della demagogia ed al tentativo di trasferire la famiglia in questura». Non esita nel suo giudizio Paolo Cento: «Il ministro Turco sbaglia. Se pensa di rincorrere queste ondate di demagogia a giorni alterni commette un grave errore. Tra l’altro è una proposta che non porta alcun vantaggio elettorale, bisogna lasciarla alla destra». Laconico il commento di Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà Sociale: «Considero sbagliata la proposta dei kit antidroga. Credo che il rapporto tra genitori e figli debba essere basato sulla fiducia e sul dialogo, non sui controlli». Lo stesso concetto usato da Vladimir Luxuria, deputato di Rifondazione comunista, lo stesso partito del ministro Ferrero. Dice, infatti: «Con i figli serve il dialogo e il confronto, non certo genitori poliziotto». Ed è una visione opposta a quella di Enzo Carra, deputato teodem della Margherita. Carra guarda con favore all’idea del ministro Turco di aprire alla proposta dei kit antidroga: «Proprio perché la considero una proposta con un alto contenuto etico che si può rivelare utile a stimolare un rapporto con i figli». Secondo Carra, infatti, quel kit antidroga è importante. Spiega: «Può servire per far esercitare l’autorità ai genitori. Anche se per come è messa la famiglia oggi sono vagamente pessimista: infatti dove c’è un buon rapporto tra genitori e figli quei controlli non servono mentre dove c’è un cattivo rapporto quei controlli non si possono fare». Maurizio Gasparri, deputato di An, è molto favorevole al kit. Per questo rilancia. «Il rifiuto di un ragazzo al controllo dei genitori può essere un modo per farlo ragionare », sostiene. Poi, rivolto alla Turco: «Strano modo di fare quello del ministro: aderisce a tutto e ogni tanto si commuove. Comunque deve decidere da che parte stare: prima raddoppia la dose degli spinelli poi guarda con favore al kit. L’attendiamo fiduciosi nelle nostre fila». Alessandra Arachi