Corriere della Sera 18/05/2007, pag.9 Marco Galluzzo, 18 maggio 2007
Sponsor e rivali, Michela agita Forza Italia. Corriere della Sera 18 maggio 2007. ROMA – Ora qualcuno la ama
Sponsor e rivali, Michela agita Forza Italia. Corriere della Sera 18 maggio 2007. ROMA – Ora qualcuno la ama. Dopo mesi di odio distillato il telefono squilla, i parlamentari azzurri la cercano, Sandro Bondi annuncia che sta per iniziare per tutti «una nuova avventura», Marcello Pera la invita in Toscana, Renato Brunetta la difende a spada tratta da Tremonti, dice non c’è nulla di male nel favore del Principe, alias Berlusconi. Una vecchia volpe come Osvaldo Napoli annusa l’aria e riassume: «Lo psicodramma sta finendo». Lei, la preferita del Principe, segue apparentemente con distacco, ma è attentissima al sismografo di Forza Italia: «Non so quanta sincerità ci sia, ma sono soddisfatta». All’inizio l’hanno detestata. In qualche modo persino schedata: una gara a chi forniva informazioni, di qualsiasi tipo, il suo passato, ogni storia possibile. Alla Camera più che al Senato la grande paura ha prodotto isterie, agitazioni, ma poche notizie. Fra le possibile ombre di Michela Vittoria Brambilla, prossima ai 40 anni, già finalista di Miss Italia, modella, testimonial delle calze Omsa, giornalista, imprenditrice di successo, è emerso solo il fallimento del 2006: candidata azzurra in Veneto e prima dei non eletti. Vox populi in Transatlantico: «Gioca a fare l’antipolitica e poi si scopre che è stata trombata». Non che la futura promessa di Forza Italia, del centrodestra e dell’intero Paese, almeno per designazione ufficiosa di Silvio Berlusconi, non ci abbia messo del suo nel suscitare antipatie. Il giorno dopo la sconfitta ha presentato ricorso contro la proclamazione alla Camera di Giustina Destra, ex sindaco di Padova. Giustina era numero 9 in lista, Michela numero 10. E convinta che in quanto presidente della autostrade Venezia-Padova Giustina dovesse farsi da parte, lasciarle lo scranno di Montecitorio perché ineleggibile. «Avrei capito se fosse stata di Rifondazione, ma da una di Forza Italia non me lo sarei aspettato», dice oggi Giustina, che ha conservato lo scranno ma è stata costretta a dimettersi (incompatibile) dalle autostrade. Michela ha perso ma non si è pentita: «Le leggi devono valere per tutti». E la legge non scritta di Forza Italia dice che il Cavaliere può fare quello che vuole. In tanti si sono adeguati. Lei continua ad aprire circoli della Libertà («ora è coperta anche tutta l’Europa, più di 60 sedi, coordinamento a Bruxelles»). Alcuni parlamentari azzurri le danno una mano: da Tajani a Cossiga junior, dalla Bertolini al formigoniano Mario Mauro. Nell’esorcizzare la paura dei colonnelli Marcello Pera si è spinto più in là di altri: «E’ seria, ha la testa sulle spalle, è un’energia fresca e autorevole in più. L’apparato si difende, chiaro, ma le carriere si costruiscono e non mi pare che sia già aperto un concorso per aspiranti premier». Mentre in Francia un cinquantenne che ha fatto la guerra a Chirac si è appena insediato all’Eliseo, in Italia è però aperto un dibattito sul destino politico di una signora amata o temuta solo perché nelle grazie dell’ex premier. Un dibattito provinciale a tal punto, secondo Beppe Pisanu, da rammentargli un vecchio proverbio sardo, ambientato nelle antiche masserie, che vivevano attorno al cortile: «I bambini e le galline imbrattano la casa...», commento raccolto nei giorni dello scontro fra Tremonti e Berlusconi, causa Michela. Di certo non solo Forza Italia è andata in tilt. L’esposizione mediatica e politica della Brambilla ha superato il livello di guardia anche per i vertici di Confcommercio. Non è un mistero che il presidente Carlo Sangalli non si opporrebbe a una lettera di dimissioni della signora. Ma gli auspici non sembra verranno assecondati: «Il mio mandato scade a novembre, non penso proprio di concluderlo prima», dice lei. Lei che ad indagine approfondita non coltiva relazioni che contano. E all’ampia schiera dei possibili nemici non ha salotti da contrapporre. Conosce bene («ma non potrei dirmi amica») Diego Della Valle e Mario Lupo, presidente dell’associazione grandi imprese. La lista si ferma qui. Basterà Berlusconi a farle da parafulmine? A giudicare da quanto ha scritto il mattinale di Forza Italia, newsletter interna al partito, sulla partecipazione alla trasmissione Ballarò, forse no: «Dallo scontro sui numeri con Renato Soru è uscita con le ossa rotte, ha abboccato a tutte le esche». Colpita? Nemmeno per sogno: «Ma quale scivolone, semmai l’errore è stato proprio del mattinale, quei dati li ho trovati lì...». A 9 anni del resto Michela Vittoria giocava con un regalo di Natale sui generis, ma di carattere: si chiamava Rumba, era una leonessa. Marco Galluzzo