Teodoro Chiarelli, La Stampa 15/5/2007, 15 maggio 2007
TORINO
Lo hanno soprannominato the stealth fighter, il combattente invisibile. Senza grandi clamori e in poco meno di quarant’anni ha creato dal nulla il secondo gruppo armatoriale mondiale, ma è quasi sconosciuto al grande pubblico. Gianluigi Aponte, 67 anni, al timone di una holding che fatturerà quest’anno 10 miliardi di dollari, ha fatto della riservatezza uno stile di vita. I suoi business sono sul mare, ma lui, ex scugnizzo di Piano di Sorrento, anni di navigazione sulle navi della Flotta Lauro sino al conseguimento della patente di capitano di lungo corso, vive e opera in riva al lago di Ginevra, in Svizzera. La sede della sua Mediterranean Shipping Company (Msc) è in una palazzina elegante in Avenue Eugène-Pittard, a pochi passi dal centro storico. Qui 350 persone e 30 manager reggono le sorti di un gruppo che impiega 28 mila addetti nel mondo (fra cui 9 mila marittimi reclutati nel Mezzogiorno), con 342 navi di proprietà in grado di trasportare oltre un milione di container.
E di container Msc ne movimenta ogni anno quasi 7 milioni, toccando 215 porti in cinque continenti. Al suo servizio 350 uffici nel mondo, con punti di forza negli Stati Uniti, in Estremo Oriente e in Sudafrica (dove il gruppo ha grossi interessi e 1.500 dipendenti). Particolare curioso: uno dei più stretti collaboratori di Aponte, l’uomo della finanza, è Giacomo IV Costa, esponente della storica famiglia armatoriale genovese che negli anni Novanta ha ceduto le attività crocieristiche al colosso Usa Carnival. Proprio le crociere (con i traghetti e gli aliscafi della Snav che collegano Campania, Sicilia e Sardegna) sono il secondo corno dell’attività di Msc: otto moderne navi (con Msc Orchestra battezzata ieri a Civitavecchia) che saliranno a dodici entro il 2010, con un investimento di oltre 1 miliardo di euro. Obiettivo dichiarato: la leadership nel Mediterraneo, oggi detenuta da Costa Crociere. Un’attività iniziata nel 1987 rilevando quel che restava della Flotta Lauro. Un investimento dettato più dal sentimento che dal portafoglio: in quel gruppo, in fondo, aveva fatto tutta la gavetta di uomo di mare...
Aponte non frequenta il Rotary di Ginevra e non è neppure iscritto a un circolo nautico, pur essendo sponsor in Coppa America di Alinghi e di Shosholoza. Non omaggia i politici e ha pure declinato l’offerta di acquisire il Napoli Calcio. Poche anche le frequentazioni vip: si segnalano proprio il patron di Alinghi ed ex proprietario di Serono, Ernesto Bertarelli, il finanziere bretone azionista di Mediobanca, Vincent Bolloré, e la Sophia Loren nazionale che come lui vive a Ginevra.
Le origini della fortuna di Aponte sono avvolte nel mistero. Orfano di padre a 5 anni, si diploma al Nautico di Piano di Sorrento. Si sa che la sua vita ha una svolta quando, commissario di bordo su un vaporetto Sorrento-Ischia, incontra una bella turista svizzera, Rafaela, ed è colpo di fulmine. Si trasferisce a Ginevra e diventa consulente finanziario. Ma il suo mito resta il Comandante Achille Lauro e il suo sogno quello di fare l’armatore. Grazie al sostegno di un cliente riesce a comprare una piccola nave usata da 2.800 tonnellate. Con 5 mila dollari crea la sua prima società e la chiama Aponte Shipping Company. E da lì sarà un crescendo sino alle oltre 300 unità di oggi, puntando sul boom dei container. Lo chiameranno ”il re dell’usato”, perché Aponte si dimostra particolarmente abile a rilevare portacontainer di seconda mano a prezzi stracciati che poi riesce a far navigare con contratti vantaggiosi. Ma certo non gli è stato di ostacolo con le banche estere che generosamente da anni lo finanziano il fatto che il padre della moglie fosse il facoltoso banchiere ebreo Denat Diamant, uno dei fondatori dello Stato di Israele.
Partito nel 1970, il gruppo Msc è oggi un colosso mondiale che compete con le grandi compagnie asiatiche come Cosco ed Evergreen e insidia la supremazia sui mari della danese Maersk. Il tutto mantenendo una struttura di comando tipicamente familiare. Il controllo della società è in mano ad Aponte, alla moglie e ai figli Diego e Alexa. Diego, scrivania accanto a quella del padre, è il suo braccio destro ed erede designato. Alexa guida il settore finanza mentre suo marito Pierfrancesco Vago è amministratore delegato di Msc Crociere. La moglie Rafaela segue gli allestimenti delle navi. Bilanci e conti del gruppo restano riservati.
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