Nadine Gordimer, Corriere della Sera 18/5/2007, 18 maggio 2007
di NADINE GORDIMER «Un paio di anni fa mi trovavo a Davos per seguire il World Economic Forum. Quando arrivò sul tavolo la questione della malaria, Sharon Stone si levò in piedi per annunciare che avrebbe donato 10 mila dollari per l’acquisto di zanzariere
di NADINE GORDIMER «Un paio di anni fa mi trovavo a Davos per seguire il World Economic Forum. Quando arrivò sul tavolo la questione della malaria, Sharon Stone si levò in piedi per annunciare che avrebbe donato 10 mila dollari per l’acquisto di zanzariere. Provai il desiderio di correrle dietro e scandire: «Si è accorta di come vive quella gente? Non hanno nemmeno i letti sui quali appoggiarle, le sue zanzariere. Mica possono stendersi a terra e adagiarle sopra il viso, le sue zanzariere! Dormono in capanne a contatto col suolo, sa. Dove vuole che le appendano, le sue zanzariere?». Tutti applaudirono come pazzi, mentre la sottoscritta e pochi altri sibilavamo: «Non si può aiutare il prossimo se non si è a conoscenza delle condizioni in cui vive». Che si desideri debellare la malaria o l’Aids, o portare vaccini ai malati, occorre prima accertarsi che ci sia una strada che consenta di arrivare, in bicicletta o in sella a un asino, a una delle cliniche. Ricordo il giorno in cui Bill Gates donò alcuni computer agli africani. Allora mi trovavo a Timbuctu, e una comunità locale era tra i destinatari dell’elargizione. Naturalmente, ahimè, mancava anche un generatore di corrente elettrica! E, ce ne fosse stato uno, con cosa lo avrebbero alimentato? Per mitigare una crisi occorrono risorse, non buoni propositi [...] Ora che sono rimasta sola, in compagnia della mia vecchiaia, scopro con un certo stupore di rivivere ancora una volta l’adolescenza, il suo vezzo di mettere tutto in discussione, di scrutare il modo in cui reagiamo all’altro. Dicono che la vecchiaia sia come un piacevole altopiano, scandito da una calma accettazione del mondo. Ebbene, io dico: nella vecchiaia non c’è alcuna saggezza. Al contrario, riaffiorano gli stessi, annosi interrogativi riguardo sé e il prossimo. Come quando avevo quindici anni. La pace della vecchiaia, ahimè, io non l’ho ancora conosciuta.»