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 2007  maggio 17 Giovedì calendario

La favola della Vierin ripescata e vincente. La Stampa 17 Maggio 2007. ROMA. Si chiamano Lucky Loser, perdenti fortunati

La favola della Vierin ripescata e vincente. La Stampa 17 Maggio 2007. ROMA. Si chiamano Lucky Loser, perdenti fortunati. Razza di avvoltoi: battuti nelle qualificazioni, rientrano nel tabellone grazie alle disgrazie altrui. Nathalie Vierin («Si pronuncia Vierèn!»), valdostana di Sarre, n. 255 del mondo, bel volto aguzzo sopra un corpo florido, è una perdente molto, molto fortunata. «Nelle qualificazioni sono uscita con la cinese Yan», racconta, una fontana di allegria, dopo aver superato la russa Voskoboeva 4-6 6-4 6-4. «Lunedì volevo firmare come lucky loser, ma ce n’erano sei prima di me. Così sono tornata ad Aosta». Otto ore di macchina, poi allenamenti e routine. «Per fortuna mio padre Robert, che ha una gamba ingessata, è rimasto incollato a Sky. Quando ha sentito del ritiro della Vaidisova, ha cacciato un urlo. Ho chiamato Roma, mi hanno detto che se tornavo e firmavo entro le 12,30 del mercoledì ero dentro». Da Aosta a Roma c’è solo un aereo alla settimana. Non il martedì. E allora di nuovo autostrada. Dalle otto di sera alle due di mattina, «con il mio fidanzato Gabriele, che fa il vigile del fuoco e venerdì dovrà farsi spostare il turno, che guidava concentratissimo. Un’altra ora per trovare l’albergo, poi sono crollata». Sveglia alle 9, e La Firma, quella che può cambiare carriera e conto in banca, depositata nella speranza che non si palesasse la Tanasugarn, la candidata che le avrebbe soffiato il posto per meriti di classifica. La thailandese non è arrivata, nel pomeriggio Nathalie è scesa in campo. E sul 4-2 per lei nel terzo set contro la n.133 Voskoboeva si è bloccata. «Mi capita sempre. Anche l’anno scorso, quando ero n. 106, sia qui sia a Parigi mi sono ritirata con i crampi per il nervoso. Ma stavolta sul 4 pari nel terzo mi sono detta Nathalie, porca miseria, non hai nulla da perdere. Al cambio di campo ho letto una delle frasi scritte da mia madre per i momenti difficili, ho pianto ma ce l’ho fatta». Nathalie è nata con vista sul circolo di famiglia, a Sarre. Papà è maestro di tennis e ha corso con le moto da trial, mamma Angela è nata a Soveria Mannelli. «Testa dura valdostana e grinta calabrese, eccomi. In famiglia siamo tutti tennisti, io, mamma, papà, mio fratello Julien che ha 21 anni e adesso fa da coach a me e al più piccolo Mathieu, che adesso è a Milano con mia madre per giocare il Bonfiglio». Nathalie è uscita di casa a 11 anni, non ha mai fatto una vacanza («Vorrei tanto andare alle Bahamas, mi piace il nome»), girato mille coach fra cui Bonaiti e Barbara Rossi, interpellato cento psicologi. «Poi sono tornata a casa. Perché con i coach i rapporti si deteriorano e la testa devo mettermela a posto da sola. Fuori dal campo sono gentile, dentro sembro una pazza». Anche nel calcio è un’anima divisa: «Tifo sia per l’Inter sia per il Milan, per San Siro». Oggi negli ottavi le tocca la Medina Garrigues, n.31 Wta. La Mauresmo è uscita con la Stosur, hanno perso le altre italiane Santangelo e Garbin. La notizia è lei. «L’unica altra volta che sono entrata in tabellone da lucky loser sono arrivata in finale». Per ora, un solo problema: «Ho promesso a Gabriele che se vincevo, gli regalavo un Rolex. Mi dite quanto costa?». STEFANO SEMERARO