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 2007  maggio 17 Giovedì calendario

Giordano: sprechi e privilegi serve una nuova lenzuolata. Corriere della Sera 17 maggio 2007. ROMA – «Apprendo adesso che non si è ancora risolto il contratto dei lavoratori del pubblico impiego

Giordano: sprechi e privilegi serve una nuova lenzuolata. Corriere della Sera 17 maggio 2007. ROMA – «Apprendo adesso che non si è ancora risolto il contratto dei lavoratori del pubblico impiego. Chiedono 101 euro – peraltro già promessi dal governo – ma l’esecutivo è fermo a 95»: al telefono la voce di Franco Giordano, leader di Rifondazione comunista, vibra. Scusi onorevole, lei sarà anche irritato, fatto sta che Tommaso Padoa-Schioppa frena su questo punto. «E infatti non si può continuare a fare i tirchi con la povera gente: è inaccettabile». Lei sta facendo il demagogo? «No io faccio un’altra parte: quella di chi vorrebbe, dopo la lenzuolata delle liberalizzazioni, fare la lenzuolata contro i privilegi. Insomma vorrei aggiungere qualche altro particolare al libro che hanno scritto i suoi colleghi Rizzo e Stella: La Casta». Scusi, che c’entra? «C’entra, eccome, non si vogliono dare sei euro in più ai lavoratori del pubblico impiego, a fronte di una vera e propria questione morale che riguarda la politica». Ah, ecco l’accenno al libro di Rizzo e Stella. «Io dico solo che il nostro governo non può continuare a essere equidistante dai lavoratori e dalle imprese e non può permettere a Montezemolo di dare lezioni di moralità o di chiedere sacrifici. A luglio le imprese avranno cinque miliardi di cuneo fiscale e dopo questo lauto contributo è meglio che stiano zitti». Vabbè, lei fa la sua parte con Confindustria, dopodiché gli sprechi riguardano la politica e la pubblica amministrazione. «E infatti noi politici per essere credibili dovremmo abbassarci gli stipendi». Detta così suona meglio. «Suona meglio ma non basta. Noi abbiamo 243 aziende partecipate, con 1.639 consiglieri d’amministrazione che hanno un tetto di stipendio annuale di 500 mila euro, rivalutabile, oltre al 50% in più di premio di produzione. E il governo dovrebbe negare sei euro in più al pubblico impiego?». Ma l’Europa ha chiesto al governo di tagliare... «Dove? Ci sono 450 manager di Stato a cui è stato fissato un tetto retributivo di 250 mila euro l’anno. Non solo: questi stessi dirigenti viaggiano tutti in business class in aereo per un totale di 65 milioni annui sborsati, ovviamente, dallo Stato, cioè dai cittadini». Ma Padoa-Schioppa sta cercando di porre rimedio a questa situazione. «Come? Con il conflitto d’interessi di chi lavora in quel ministero si fissa il tetto da solo? Oppure aumentando l’età pensionabile, quando i parlamentari possono avere in pochi anni di legislatura un vitalizio che è il quadruplo di coloro che hanno lavorato quarant’anni in fabbrica!?». Questa è di nuovo demagogia, Giordano. «Demagogia!? Ogni anno paghiamo 124 milioni di indennità per i deputati, la stessa cifra per i consiglieri regionali e 62 milioni per i senatori. Come si fa a reggere in questa situazione? E, soprattutto, come si fa a dire che le pensioni minime non debbono essere aumentate, che quelle basse non devono essere rivalutate e che ci vuole lo scalino al posto dello scalone?». E intanto molti vivono di politica... «Per l’esattezza ci sono 427.829 persone che traggono reddito dalla politica. Per le consulenze delle Regioni si spende un miliardo di euro l’anno». Beh, questa è la norma, eppoi voi vi lamentate. «Con me sfonda una porta aperta. Sono reduce da un comizio a Latina dove ho scoperto che un senatore di Forza Italia becca anche un compenso in quanto presidente del cda Acqua di Latina: 100-150 mila euro l’anno». Faccia il nome. «I nomi non li faccio, ma sempre a Latina è stato creato un Cda per le terme quando non hanno ancora scoperto l’acqua calda».  una metafora? «No, è la verità: non hanno ancora trovato le terme. Insomma, mi pare che a questo punto il governo debba voltare pagina. Non può più fare finta di niente di fronte a tutte queste ingiustizie sociali». Maria Teresa Meli