Alex Adami Sorrisi e Canzoni numero 21, maggio 07, 16 maggio 2007
A proposito del flop di Funari, Alex Adami di Sorrisi e Canzoni ricorda che i flop ci sono sempre stati: «Nel sono stati vittime personaggi al di sopra di ogni sospetto come Fiorello (’Non dimenticate lo spazzolino da denti” del 1995 ,a anche il dimenticabilissimo ”Superball” del 1998), Gerry Scotti (’Adamo ed Eva” del 1995, Maria De Filippi (’Missione impossibile” del 1998), Pippo Baudo (’sabato italiano” del 2005), Michelle Hunziker (’Superstar” del 2003)
A proposito del flop di Funari, Alex Adami di Sorrisi e Canzoni ricorda che i flop ci sono sempre stati: «Nel sono stati vittime personaggi al di sopra di ogni sospetto come Fiorello (’Non dimenticate lo spazzolino da denti” del 1995 ,a anche il dimenticabilissimo ”Superball” del 1998), Gerry Scotti (’Adamo ed Eva” del 1995, Maria De Filippi (’Missione impossibile” del 1998), Pippo Baudo (’sabato italiano” del 2005), Michelle Hunziker (’Superstar” del 2003). Si trattava però di casi isolati, affrontati dalle reti con maggiore serenità». Dal 7 dicembre 1986 la tv si può misurare con un’unità di misura, lo share, cioè la percentuale di telespettatori che in una dato momento del giorno scelgono di sintonizzarsi su un programma. «Negli anni Settanta, quando la Rai decise di mettere in piedi il sistema statistico di rilevazione degli ascolti che, con la crescita della tv commerciale, sarebbe poi confluito nell’Auditel, pensò che potesse essere uno strumento prezioso per conosceer i gusti del pubblico. Molto presto però il mondo della pubblicità vide in quello strumento l’opportunità di misurare la diffusione dei proprio spot (Giorgio Di Martino, esperto di audiometria). Insomma: ogni volta che un programma va meno bene di quanto promesso, le tv perdono soldi. E hanno fretta di fermare l’emorragia. Però, come dice Marco Paolini, in alcuni casi «è più costoso chiudere un programma che tenerlo in vita, sia dal punto di vista finziario, sia da quello umano»: ecco perché, nonostante Funari col suo programma abbia raggiunto con le prime due puntate il minimo storico del sabato sera di Raiuno, nessuno ha messo in dubbio la programmazione della terza (però è cambiato lo staff d’autori, la struttura e pure il nome, non pià Apocalypse Show ma Vietato Funari). Massimo Scaglioni, docente di Storia della televisione nei master dell’Università Cattolica di Milano: «Al di là dei risultati ottenuti dalle singole trasmissioni, il consumo di televisione è diminuito di 12 minuti nell’ultimo anno, passando da 258 a 246 minuti». Secondo Carlo Freccero, «va tenuto in considerazione il Dna delle reti e del pubblico che hanno al seguito. Gli spettatori di Canale 5, rispetto a quelli della Rai, sono statisticamente più giovani, metropolitani, dinamici e si concentrano al Centro-Nord. Mediaset deve proporre contenuti moderni, attuali. on ha bisogno di medici in famiglia e neppure di ragazze in campagna. Lo stesso "Reality Circus” è stato un flop perché parlava di un mondo antico, quello circense, che da sempre appartiene al repertorio Rai. la Rai, dal canto suo, dimentica la sua natura di servizio pubblico e prende a esempio Mediaset. Sceglie di adottare una mentalità commerciale che poi nasconde con un po’ di vergogna. E così partorisce programmi inclodudenti, tardendo anch’essa il proprio pubblico. Che non è laico e cerca valori tradizionali. Un programma Rai è come la Messa. la grandezza di Enzo Tortora fu proprio questa: con "Portobello” diede un valore altissimo al sentimento profondo della profonda Italia. Come avrebeb potuto Simona Ventura replicare quel successo con "Colpo di genio”? Lei è troppo forte, dinamica ed estrosa per celebrare una Messa».