La Repubblica 16/05/2007, ENRICO FRANCESCHINI, 16 maggio 2007
La canadese Thomson Corporation ha acquistato la Reuters per oltre 12 miliardi, dando vita al più grande gruppo al mondo di informazioni finanziarie: un gigante che opera in cinque continenti con quasi cinquantamila dipendenti e circa 10 miliardi di euro di fatturato annuo (i servizi d’informazione finanziaria e l’agenzia di stampa continueranno tuttavia a chiamarsi Reuters)
La canadese Thomson Corporation ha acquistato la Reuters per oltre 12 miliardi, dando vita al più grande gruppo al mondo di informazioni finanziarie: un gigante che opera in cinque continenti con quasi cinquantamila dipendenti e circa 10 miliardi di euro di fatturato annuo (i servizi d’informazione finanziaria e l’agenzia di stampa continueranno tuttavia a chiamarsi Reuters). Finora le due società erano rispettivamente la seconda e la terza maggiore del pianeta nel settore dei media finanziari. Adesso, fondendo le forze, il nuovo gruppo controllerà il 34 per cento del mercato, scavalcando Bloomberg, sino a questo momento numero uno col 33 per cento. Le autorità antitrust in Europa e negli Stati Uniti esamineranno ogni aspetto dell’intesa, ma le due società sono fiduciose che alla fine la fusione verrà approvata. Anche il mercato guarda con favore alla creazione di un polo di simili dimensioni, perché Bloomberg negli ultimi anni ha ripetutamente aumentato i prezzi dei suoi servizi e si ritiene che un forte concorrente come il gruppo Thomson-Reuters possa essere uno stimolo migliore di quello di due concorrenti più piccoli, come sarebbero Thomson e Reuters separati. La canadese Thomson e la britannica Reuters hanno caratteristiche complementari che ben si adattano a una fusione: la Thomson è più forte in America e più debole in altre parti del mondo, la Reuters è forte in Europa, Asia, Medio Oriente e Africa, ma più debole in America. La Thomson ha pubblicazioni che si occupano anche di legge, tassazione e ricerca scientifica. La Reuters vanta la più grande agenzia di stampa del mondo, oltre che la più antica: dai primi piccioni viaggiatori per trasmettere bollettini di borsa tra Londra e Parigi, all’annuncio dell’assassinio del presidente Lincoln in Europa, a quello dello scoppio della prima guerra mondiale, i suoi scoop fanno parte della storia del giornalismo. Ha attraversato un declino negli anni Novanta dopo lo scoppio della bolla della nuova economia, ma si è ripresa e oggi è presente anche nel mondo virtuale di «Second Life».