La Repubblica 16/05/2007, pag.33 IRENE MARIA SCALISE, 16 maggio 2007
Internet, ogni secondo un nuovo blog. La Repubblica 16 maggio 2007. ROMA - Dieci anni di vita e non sentirli
Internet, ogni secondo un nuovo blog. La Repubblica 16 maggio 2007. ROMA - Dieci anni di vita e non sentirli. I blog, che secondo la società americana Gartner nell´estate di quest´anno supereranno i 100 milioni, sono ancora giovani e godono di ottima salute. Basti pensare che ne nasce uno ogni 1,4 secondi. Non solo. Oltre ad aumentare in quantità sono molto più autorevoli di quando, il primo della lunga serie, fece la sua timida apparizione in Internet. In realtà un compleanno preciso, questi "diari della rete", non lo festeggiano. La versione più accreditata riporta che hanno preso piede, in America, nel 1997. Più esattamente sarebbero due, le date del debutto in società. Il primo aprile quando Dave Winer, un pioniere delle tecnologie, lanciava in rete Scripting News. E otto mesi dopo, nel dicembre dello stesso anno, quando Jhon Barger creava il termine weblog. La versione tronca, blog, invece, è stata coniata da Peter Merholz che, nel ”99, ha usato la frase "we blog" nel suo sito, dando origine al verbo "to blog" (ovvero: bloggare, scrivere un blog). Da allora, di strada ne hanno fatta parecchia. Tanto che il mondo della blogsfera sembra essere sempre più autorevole, e anche insidioso, per le forme di comunicazione tradizionale. Ma attenzione, il loro cammino non è sempre stato in discesa. Anzi. Da quel mese di aprile di dieci anni fa almeno 200 milioni di persone hanno aperto, e poi abbandonato, il proprio diario on line. Dimenticandosene o, comunque, considerandolo deludente. In Italia il popolo dei blog ha esordito all´inizio del 2000. Ed è stato un boom. Tramite questo indefinibile qualcosa, che sembra un sito ma non lo è, si entra in contatto con persone lontane fisicamente ma spesso vicine alle proprie idee. Così si condividono i pensieri e le riflessioni sulle situazioni più disparate. "Il blogger", secondo la definizione della bibbia dell´informatica Wikipedia, "è colui che scrive e gestisce un blog, mentre l´insieme di tutti i blog viene detto blogsfera (in inglese, blogsphere)". Alla base di tutto c´è un meccanismo elementare. E anche democratico: si può esprimere la propria creatività liberamente, interagendo in modo diretto con gli altri blogger. «Ma crescere numericamente non basta, bisogna puntare sulla qualità», spiega Maria Teresa Trifiletti, general manager di Lewis Italia, «la blogosfera finisce sempre più per influenzare il modo in cui i consumatori prendono le decisioni d´acquisto e diventa una fonte d´informazione preziosa». Chi, per fare un esempio, deve comprare un telefonino o una moto preferisce entrare nei vari blog, e consultarsi con chi l´acquisto lo ha già fatto, piuttosto che affidarsi ai consigli di un negoziante. C´è veramente di tutto, dall´utile all´inutile. Il più assurdo? Recentemente n´è spuntato anche uno di consultazione sui migliori materassi. «Oltre a quelli di consigli per gli acquisti vanno per la maggiore i blog sul turismo capaci d´informare sulla qualità di alberghi e ristoranti», aggiunge la Trifiletti, «e quelli sull´attualità, la politica e sul gossip». Piuttosto ostile al fenomeno, almeno per il momento, è la cultura delle aziende. «Spesso, almeno in Italia, si ritengono i blog una perdita di tempo» conclude l´esperta, «i manager li guardano con ostilità, o più semplicemente non li conoscono e non sanno come affrontarli, ed è un peccato perché possono essere un valido strumento di lavoro e comunicazione». E i blog più amati dagli italiani? Per saperlo basta connettersi al sito http://it.blogbabel. com/ che fornisce la classifica costantemente aggiornata. Tra i primi c´è sempre quello di Beppe Grillo che è anche al ventitreesimo posto nelle classifiche mondiali dei blog più frequentati. L´unico italiano, tra l´altro, ad essere entrato tra i primi cento dell´ambitissima http://technorati. com. IRENE MARIA SCALISE