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 2007  maggio 16 Mercoledì calendario

Parrocchie, dopolavori, circoli soldi a pioggia dalla legge mancia. La Repubblica 16 maggio 2007. ROMA - Sono stati accontentato un po´ tutti

Parrocchie, dopolavori, circoli soldi a pioggia dalla legge mancia. La Repubblica 16 maggio 2007. ROMA - Sono stati accontentato un po´ tutti. Deputati di maggioranza e di opposizione. Anche se la distribuzione delle «mance» da 17 milioni ha finito col privilegiare per il 60 per cento i primi. Ma nessuno si è scandalizzato e l´operazione sta viaggiando a vele spiegate verso il sì finale del Senato. C´è il campetto di calcio parrocchiale al modico costo di 50 mila euro a Colnago, nel Milanese, e il finanziamento a fondo perduto da 25 mila all´associazione Centro studi Piero Ginocchi di Crodo, in provincia di Verbania. I 300 mila euro all´università privata "Kore" di Enna, fortemente voluta, fatta riconoscere e sponsorizzata dal deputato diessino Mirello Crisafulli, e la sfilza di interventi ad associazioni, circoli e consorzi di Portici (comune di origine dell´ulivista Bruno Cesario), nel Napoletano, per un totale di 196 mila euro. E poi percorsi pedonali e asili, porti turistici e pozzi da realizzare in Tanzania, biblioteche e impianti sportivi. Una cosa è certa: la parte del leone la fanno parrocchie, chiese, conventi. Una sessantina dei 208 interventi programmati è destinata a loro per restauri e centri giovanili, recuperi edilizi e cinema parrocchiali. Si scrive riutilizzo di fondi residui - somme non spese nelle pieghe delle ultime Finanziarie - si chiama «legge mancia». Una torta da poco più di 17 milioni di euro già ripartita, con molta discrezione, alla Camera e che ora attende il sì di Palazzo Madama per essere definitivamente confezionata e spedita alle province di appartenenza degli onorevoli promotori. E sì, perché il provvedimento (approvato con una risoluzione delle commissioni Bilancio e Ambiente e scritto dagli ulivisti Lino Duilio e Ermete Realacci) è frutto del "contributo" di tutti i gruppi parlamentari. Non a caso l´approvazione è avvenuta all´unanimità a Montecitorio. «Ma non chiamatela legge preelettorale - mette le mani avanti l´ambientalista della Margherita Realacci - Perché si tratta di somme che già da tempo dovevano essere distribuite. E quasi certamente non si farà in tempo ad approvare la norma al Senato prima delle amministrative». Elettorale o no, è il metodo "vecchio stile" a caratterizzare l´intera operazione. Che il padre della ripartizione ecumenica, il presidente della commissione Bilancio, Duilio (Margherita), spiega con schiettezza: «Parliamo di un atto dovuto, di soldi che diversamente sarebbero andati perduti e la legge che stanziava la somma risale alla precedente legislatura. La Ragioneria dello Stato ci aveva avvisato che molti interventi programmati erano decaduti perché l´iter di spesa non era stato completato. Ci siamo dunque limitati a distribuire le risorse con una risoluzione e col consenso di tutti». E il criterio? « stata fatta una distribuzione tra i gruppi in base alla loro consistenza, con un leggero vantaggio per la maggioranza: diciamo 60 per cento a 40. Senza rigidità, io stesso ho agevolato un intervento suggerito da un amico veneto dell´opposizione. Ogni deputato ha fatto pervenire le sue proposte e si è cercato di accontentare tutti in proporzione. E sfido chiunque a parlare di provvedimenti inutili o di legge mancia, dato che provvederemo a rifare il tetto il una casa per tossicodipendenti o a costruire campetti nei quartieri degradati. Non mi sembrano nefandezze». Il record va al Comune di Orbetello, 500 mila euro per il suo centro storico. Seguito dai lavori per il mini metrò di Perugia per 498 mila euro e dalla pavimentazione della piazza di Marigliano, nel Napoletano, per 370 mila. Ma dentro c´è di tutto. Don Antonio Mazzi può sorridere per i 100 mila euro destinati alla ristrutturazione della sede della sua Fondazione Exodus. E alla fine sorrideranno anche all´«Associazione circolo cinematografico d´essai sui diritti dell´infanzia e delle donne»: incasseranno l´obolo minimo da 15 mila euro. Ma sarà meglio che nulla. CARMELO LOPAPA