La Repubblica 16/05/2007, pagg. 1-18 BERNARDO VALLI, 16 maggio 2007
La disfida dell´Europa leader grigi o brillanti? La Repubblica 16 maggio 2007. PARIGI . In tv, su France 5, nel tardo pomeriggio di sabato, 12 maggio, i partecipanti a una trasmissione in cui primeggiava Franz – Olivier Giesbert ridevano a crepapelle
La disfida dell´Europa leader grigi o brillanti? La Repubblica 16 maggio 2007. PARIGI . In tv, su France 5, nel tardo pomeriggio di sabato, 12 maggio, i partecipanti a una trasmissione in cui primeggiava Franz – Olivier Giesbert ridevano a crepapelle. A suscitare la chiassosa ilarità era stata una battuta del giornalista (che dirige il settimanale Le Point). «Pensate!» aveva detto Giesbert. « Berlusconi sostiene che Sarkozy l´ha copiato ». Tutti sul set di France 5, filo-Sarkozy e anti-Sarkozy confusi, trovavano amena la vanteria del politico d´Oltralpe. L´idea che il neo presidente della Quinta Repubblica si fosse ispirato a quel modello appariva assurda. Durante la lunga campagna elettorale il nome dell´ex presidente del Consiglio italiano è risuonato spesso nei comizi. C´è stato perfino chi dal cognome ha ricavato un sostantivo, «berlusconismo », ed anche un verbo, « berlusconizzare ». Questi neologismi sono risuonati con particolare frequenza quando Nicolas Sarkozy è stato criticato per avere festeggiato la vittoria elettorale al ristorante Fouquet´s, sui Campi Elisi, e per avere trascorso quella stessa notte in una lussuosa suite dell´omonimo albergo frequentato dai miliardari del petrolio. E in seguito per il volo su un Falcon privato diretto a Malta, dove attendeva all´ancora il panfilo, anch´esso di proprietà di un grande imprenditore francese. Amico del sesto presidente della Quinta Repubblica. In quell´occasione il filosofo Alain Finkielkraut, che si era pronunciato in favore di Sarkozy, ha scritto deluso e indignato a Le Monde: « Non ci si puo´ richiamare al generale de Gaulle e poi comportarsi come Silvio Berlusconi». Berlusconi è dunque evocato come sinonimo di esibizionismo della ricchezza: viene usato come una pietra di paragone per stabilire il comportamento di un leader politico. Cosi si faceva un tempo per riconoscere il titolo dell´oro. In questo caso il procedimento, applicato agli umani, non è tuttavia troppo pertinente, perché mentre il campione italiano esibisce la propria ricchezza ed è al tempo stesso un uomo politico e il proprietario di un vistoso patrimonio (che comprende carta stampata e televisioni); il campione francese è soltanto un uomo politico che ha usufruito dell´ospitalità di amici ricchi. Del resto Nicolas Sarkozy non ha esitato a riconoscere, con grande franchezza, i suoi rapporti con quegli amici, insistendo sul fatto che si tratta di rapporti disinteressati. Anzi, ha indicato come esempi positivi i grandi nomi dell´industria e della finanza con i quali intrattiene quei rapporti, perché si tratta di imprenditori che creano ricchezza e quindi posti di lavoro. Al di là dei casi specifici e delle loro differenze (il caso Berlusconi è strutturale, mentre il caso Sarkozy è congiunturale) resta che, nella nostra civiltà delle immagini, coloro che ci governano o aspirano a governarci possono essere suddivisi in due grandi categorie: quelli che calcano la scena esibendosi come se la politica fosse anche spettacolo, e quelli che al contrario adottano un profilo basso. Gli uni sono «brillanti» e gli altri «grigi». Entrambi hanno una identica legittimità democratica, ma la loro immagine e la loro pratica (spesso associata allo stile) non sono le stesse. In generale le qualità sono distribuite equamente tra gli uni e gli altri. Non è detto che il «grigio» sia più virtuoso ed efficace nel governare, e che il «brillante» sia un millantatore. L´"attore" è comunque avvantaggiato in un´epoca in cui la politica è anche spettacolo. Parte in vantaggio, ma poi può stancare. Mi chiedo cosa sarebbe accaduto all´energico, risoluto Bismarck se fosse vissuto nell´era televisiva. Benché efficace, non era un grande oratore. E pare che la suo voce slittasse nel falsetto, creando un netto contrasto con il suo aspetto imponente e severo. Nel nostro tempo quel contrasto avrebbe rappresentato un serio handicap per il «cancelliere di ferro». Alla maniera di Plutarco, quando i due capi di Stato sono ormai morti, François-René de Chateaubriand mette a confronto (nei Mémoires d´outre-tombe) la grave semplicità di George Washington, incontrato in gioventù a Filadelfia, con il rumoroso impeto dell´imperatore francese poi conosciuto nell´epoca napoleonica. Chateaubriand ammira la sobrietà di Washington, "soldato - cittadino liberatore di un mondo», ed è infastidito dallo smisurato trionfalismo di Buonaparte, del quale però non condanna altri aspetti. La distinzione tra «grigi» e «brillanti», tra «schivi» ed «esibizionisti», è antica come la storia degli uomini. Oggi è però alla portata di tutti. Non è riservata a Plutarco o a Chateaubriand. Anche il telespettatore più distratto distingue tra gli uni e gli altri, ed è poi spesso influenzato al momento del voto dall´istintiva simpatia provata per questo o quel personaggio politico osservato sul video. Il tedesco Schroeder, quando era cancelliere, non era certamente un «grigio», ancor meno uno»schivo». Era un socialdemocratico che fumava sigari avana, frequentava i ricchi, partecipava in tv alle trasmissioni popolari e faceva digrignare i denti ai suoi compagni di partito, che pur essendo «grigi» dovevano votarlo al Bundestag. Schroeder ha governato la Germania depressa per due consecutivi mandati creando le condizioni per la ripresa economica oggi gestita dalla cristiano-democratica Angela Merkel. La quale non è certo una «brillante», un´»esibizionista», e stenta a raccogliere la meritata popolarità tra i connazionali, mentre ispira fiducia e rispetto in Europa. Nessun attore di professione avrebbe interpretato il ruolo di primo ministro meglio di Tony Blair. Ma tre mandati sono lunghi e i cittadini britannici (anche a causa della sua partecipazione alla guerra americana in Iraq) si sono stancati. Ed ora aspettano il «grigio» Gordon Brown, del quale si ignora quale sarà lo stile nel ruolo di primo ministro. Che dire dell´Italia, dove l´avvento di Romano Prodi, un «grigio», ha lasciato orfani politici molti italiani affascinati dal re della tv specialista in « veline»? La simpatia ha delle frontiere nell´Europa unita: quel che qui è carismatico, là è clownesco. In Francia il filosofo Finkielkraut si è scandalizzato per la cena di Sarkozy da Fouquet´s e per la sua vacanza sullo yacht di un amico miliardario al largo di Malta, ma la maggioranza dei francesi (secondo un sondaggio) non ha trovato nulla da ridire. L´esibizione del denaro, sia del proprio denaro, sia di quello degli amici, non è una colpa. Ci si deve abituare? BERNARDO VALLI