Panorama 17/05/2007, pag.278 ROBERTO VERRASTRO, 17 maggio 2007
Cambiamo carta o il mondo va a rotoli; Panorama 17 maggio 2007. Spesso la carta igienica finisce nel carrello della spesa casualmente
Cambiamo carta o il mondo va a rotoli; Panorama 17 maggio 2007. Spesso la carta igienica finisce nel carrello della spesa casualmente. Ancor più distrattamente viene consumata: è tra le fonti maggiori di inquinamento. Il fisico sperimentale tedesco Siegfried Hustedt, del centro di ricerca a Schwalbach della Procter & Gamble, ha ideato il futuro metodo di lavorazione. Oggi la carta liscia viene sottoposta a goffratura (modella i rilievi percepibili al tatto); la tecnica di Hustedt prevede che la cellulosa venga asciugata con un getto d’aria rovente dopo essere stata posta su un’apparecchiatura simile a un setaccio, per ottenere già in origine una carta con struttura rilevata, morbida (grazie alla selezione delle fibre) ma più resistente (foto sopra con le palline). L’obiettivo è produrre con questa tecnica anche rotoli monovelo, con forte riduzione di cellulosa e minori danni ambientali. In Europa si consuma il 26 per cento del totale. Un primato di igiene che ha il suo rovescio. I 13 kg pro capite annui, corrispondenti a 22 miliardi di rotoli (635 volte il viaggio dalla Terra alla Luna e ritorno), danno il maggior contributo alla morte quotidiana di 270 mila alberi. La cellulosa impiegata proviene ancora in larga parte da fibre vergini. Neanche un uso più ampio di carta riciclata risolverebbe i problemi ambientali: il processo di riciclaggio implica emissioni di sostanze inquinanti nell’acqua e nell’aria. RADIOGRAFIE LIGHT Un piccolo apparecchio che emette raggi mirati, invenzione di scienziati della University of Colorado, dà tre vantaggi: radiografie meno dannose, risparmio di energia e risultati più precisi. Con risoluzione 1.000 volte più alta si individueranno anche i tumori più piccoli. (E.V.) Il Diamond synchrotron sarà la più grande struttura scientifica finanziata dalla Gran Bretagna negli ultimi 30 anni (oltre 500 milioni di euro): con diametro di 235 metri, accelera gli elettroni quasi alla velocità della luce, producendo raggi molto più luminosi di quelli solari, per studiare la struttura della materia e per esperimenti di medicina e biotecnologie. Sarà completato entro il 2011. ROBERTO VERRASTRO