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 2007  maggio 17 Giovedì calendario

Meno iscritti, atenei in crisi. Panorama 17 maggio 2007. Il 2010 sarà l’anno zero per il sistema universitario giapponese

Meno iscritti, atenei in crisi. Panorama 17 maggio 2007. Il 2010 sarà l’anno zero per il sistema universitario giapponese. Nel paese dove l’ammissione a un ateneo più che in Occidente decide il destino di una persona, la crisi demografica inaugurerà entro 2-3 anni un’inedita era dell’università per tutti, sogno degli studenti e incubo dei rettori, senza più la rigida selezione d’ingresso. Il numero dei posti disponibili supererà infatti quello degli aspiranti dottori. Per il Giappone, dove le università sono classificate in base alla reputazione di severità, si tratta di un terremoto. Non solo culturale, dato che l’esame d’ammissione rappresenta una delle prove più impegnative nella vita, ma anche economico. Molti atenei sono alle prese con bilanci in rosso per calo di iscritti e alcuni di essi hanno già dichiarato bancarotta. Meno studenti equivalgono a meno entrate e la minor selezione si ripercuote sulla qualità dell’insegnamento, con perdita di prestigio e, alla lunga, di clienti. Da qui la corsa ad accaparrarsene di nuovi e a tagliare i costi. La denatalità sta assumendo in Giappone dimensioni preoccupanti. L’ultimo dato, del 2005, segna un rapporto di 1,26 figli per donna (all’incirca come in Italia) e di questo passo tra 50 anni la popolazione scenderà a 90 milioni (dai 128 attuali). Per il sistema scolastico le conseguenze sono enormi: tra il 1992 e il 2007 il numero di matricole è quasi dimezzato, da 2,05 a 1,3 milioni. I primi a farne le spese sono stati gli atenei di provincia e quelli meno quotati, ripiego per chi non riesce a entrare nel posto desiderato. Resistono gli istituti più blasonati, ma dal futuro quantomai incerto: per loro il campanello d’allarme è suonato a novembre, quando due tra le più prestigiose università di Tokyo, Keio e Kyoritsu, hanno annunciato l’intenzione di fondersi per resistere sul mercato. Giulio Grandini