Panorama 17/05/2007, pag.56 Lino Jannuzzi, 17 maggio 2007
Con battisti un gioco sporco. Panorama 17 maggio 2007. A Napoli si chiama il gioco delle tre carte, al ministero della Giustizia li chiamano allegati
Con battisti un gioco sporco. Panorama 17 maggio 2007. A Napoli si chiama il gioco delle tre carte, al ministero della Giustizia li chiamano allegati. Otto anni fa, per ottenere l’estradizione di Silvia Baraldini, condannata dal tribunale di New York a 40 anni di carcere per aver partecipato a una rapina in cui i suoi compagni uccisero tre poliziotti, l’Italia dovette assicurare che l’ex terrorista avrebbe scontata per intero la pena che le era stata comminata negli Usa e che si sarebbe dovuta concludere, senza alcun beneficio, nel 2008. Operata di tumore, autorizzata a sottoporsi alla chemioterapia fuori dal carcere, Baraldini è da sei anni agli arresti domiciliari con un permesso per il lavoro esterno. La settimana scorsa il ministero della Giustizia, per ottenere l’estradizione dell’ex terrorista Cesare Battisti, autore di quattro omicidi e condannato nel 1985 all’ergastolo, ha spedito in Brasile una richiesta di tre pagine, corredata da molti allegati, nei quali si spiega che il regime dell’ergastolo nel sistema penitenziario italiano non implica che il condannato debba necessariamente restare in carcere per tutta la vita. Come dire: mandatecelo e faremo in modo, prima o poi, di metterlo in libertà. Dopo l’indignata protesta dei parenti delle vittime il ministro si è giustificato affermando che si tratta soltanto di un espediente per aggirare l’eventuale rifiuto all’estradizione delle autorità del Brasile, dove la pena dell’ergastolo non è prevista. E ha aggiunto: non vi preoccupate, a quel «farabutto», una volta che ce l’avranno rimandato, la pena gliela faremo scontare fino all’ultimo giorno. Due ex terroristi, Baraldini e Battisti, due paesi, gli Usa e il Brasile, due opposte strategie per imbrogliarli. Gli americani sono furenti per come li abbiamo ingannati, promettendo di fare scontare interamente la pena a Baraldini e invece liberandola. Le autorità brasiliane si indigneranno quando scopriranno che, nonostante le assicurazioni contrarie, faremo scontare interamente l’ergastolo a Battisti. E anche peggio: perché mai Battisti non dovrebbe godere degli stessi benefici, previsti dall’ordinamento, di cui ha goduto Baraldini? La credibilità del nostro paese è a zero, i «farabutti» siamo noi. Lino Jannuzzi