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 2007  maggio 13 Domenica calendario

Il quoziente? Un costo fino a 9 miliardi. Il Sole 24 Ore 13 maggio 2007. ROMA. Cavallo di battaglia di An nella scorsa legislatura, e di Silvio Berlusconi nel corso della campagna elettorale per le elezioni politiche dell’aprile 2006, il «quoziente familiare» ora compare anche in alcune proposte dell’Ulivo e viene rilanciato, in coincidenza con il «family day» sul tavolo della trattativa sull’utilizzo del cosiddetto "tesoretto" oppure indicato, in alternativa, per la prossima Finanziaria

Il quoziente? Un costo fino a 9 miliardi. Il Sole 24 Ore 13 maggio 2007. ROMA. Cavallo di battaglia di An nella scorsa legislatura, e di Silvio Berlusconi nel corso della campagna elettorale per le elezioni politiche dell’aprile 2006, il «quoziente familiare» ora compare anche in alcune proposte dell’Ulivo e viene rilanciato, in coincidenza con il «family day» sul tavolo della trattativa sull’utilizzo del cosiddetto "tesoretto" oppure indicato, in alternativa, per la prossima Finanziaria. Si tratterebbe, in sostanza, di adottare un sistema alla francese: via le attuali detrazioni per carichi familiari, mentre le imposte sarebbero calcolate in funzione del numero dei componenti della famiglia, e dunque del reddito pro-capite dell’intero nucleo familiare (anziché del singolo). In tal modo, il capo famiglia beneficierebbe di un alleggerimento fiscale del 20-30% rispetto a un single. Al momento tuttavia, le possibilità che la proposta possa essere accolta dall’intera maggioranza e dai titolari dei dicasteri competenti, prima di tutto il vice ministro all’Economia con delega al fisco, Vincenzo Visco, appaiono per la verità piuttosto esigue. Le critiche dei tecnici appaiono circostanziate. «Il quoziente - osservano in un breve paper Claudio De Vincenti e Ruggero Paladini - finirebbe per ridurre la progressività dell’imposta a vantaggio delle famiglie con redditi medio-alti e alti». Costo stimato dell’operazione 3,5 miliardi, che crescerebbero a 9 se si introducesse la clausola di salvaguardia. Il riferimento è prima di tutto alla proposta della Cdl depositata in Senato: i vantaggi sono concentrati sulle famiglie dei due decili superiori di reddito e soprattutto sul decimo, mentre le famiglie dei decili centrali subiscono perdite significative. In sostanza, si assisterebbe &la una redistribuzione di reddito dalle classi basse e soprattutto medie a quelle alte. Quanto alla proposta di alcuni deputati della maggioranza, si segnala come l’introduzione della clausola di salvaguardia per quanti sono svantaggiati dall’operazione «segnala tutta la contraddittorietà della proposta». Alla fine, al passaggio della soglia &la famiglia vedrà aumentare considerevolmente l’imposta dovuta». Un giudizio non molto incoraggiante giunge anche dagli economisti Tito Boeri e Daniela Del Boca sulla «Voce.info» di ieri. In primo luogo, l’eventuale introduzione del quoziente familiare «tenderebbe a ridurre ulteriormente l’offerta di lavoro femminile». Si trasferisce sul membro della famiglia con reddito più basso parte del carico fiscale del coniuge, «mentre con un sistema di tassazione individuale, come quello vigente, l’imposta si applica separatamente al reddito di ciascun componente della famiglia». Boeri e Del Boca rinviano a quel che accadde in Italia quando nel 1974 si passò dalla tassazione su base familiare (in regime di cumulo dei redditi) ad una su base individuale: «Il tasso di occupazione delle donne è cresciuto mentre quello degli uomini diminuiva. Introducendo oggi il quoziente familiare rischiamo di fare l’operazione opposta: ridurre il tasso di occupazione delle donne e aumentare quello degli uomini». Angela Martone (Sogei) rileva «particolari problematiche nel caso di contribuenti separati e divorziati con figli a carico». Inoltre, andrebbe presentata un’unica dichiarazione dei redditi da parte di tutti i componenti del nucleo familiare, «rendendo quindi necessaria una totale revisione degli attuali modelli di dichiarazione», con un notevole impatto anche nell’organizzazione degli uffici finanziari coinvolti nella gestione e controllo delle dichiarazioni. Dal punto di vista giuridico, si verrebbe a creare una nuova figura di soggetto responsabile dei vari obblighi, «in contrasto con la normativa vigente che stabilisce invece l’autonomia della posizione tributaria di ciascun contribuente». Dino Pesole