L’Espresso 17/05/2007, pag.79 Olga Piscitelli, 17 maggio 2007
Duellanti nel Circolo. L’Espresso 17 maggio 2007. Dell’Utri racconta che l’idillio si sarebbe rotto presto, anzi: subito
Duellanti nel Circolo. L’Espresso 17 maggio 2007. Dell’Utri racconta che l’idillio si sarebbe rotto presto, anzi: subito. "L’ho invitata a vedere come nascono i nostri Circoli. E lei dopo un po’ mi ha chiesto se l’aiutavo a entrare in Parlamento". Così la loro strada si è divisa: il senatore bibliofilo da un lato, Michela Vittoria Brambilla, la pasionaria, la pupilla di Silvio, dall’altro. Resta il problema: la "fastidiosa confusione" tra l’associazione culturale creata da Dell’Utri nel ’99 e quella, appena nata, affidata da Berlusconi in persona alla Brambilla, imprenditrice trentenne, presidente dei giovani di Confcommercio. I Circoli e i Circoli della libertà hanno lo stesso nome, regole pressoché identiche, statuti che si somigliano e, soprattutto, un uguale obiettivo: conquistare la società civile per creare dal basso il partito unico del centrodestra. una scocciatura per Marcello Dell’Utri addentrarsi nei distinguo. Quando alla platea dei suoi "ragazzi" è costretto a spiegare perché si cambia nome in Circoli del Buongoverno, si accalora. L’occasione è la nascita di 150 nuovi punti lombardi dell’associazione che vanta 3 mila sedi in tutta Italia. L’evento, "una cerimonia laica", si festeggia di domenica mattina, al teatro Manzoni di Milano, sotto le insegne del biscione Mediaset. Gran pienone in sala, molti giovani; Sandro Bondi, il coordinatore nazionale di Forza Italia, è il sigillo di garanzia, dirà dal palco che "ritrovare l’unità nella Casa delle libertà è l’unico modo per mandare a casa il governo Prodi" e che "l’amicizia con Marcello è uno dei beni più preziosi". Dell’Utri rincara la dose e prepara l’affondo: "Non abbiamo niente a che vedere con i Circoli della libertà. Noi abbiamo un’identità culturale da rivendicare. All’inizio abbiamo collaborato, adesso ognuno va per la sua strada. I Circoli non sono un partito e nemmeno una corrente di partito, anche se sono nati per sostenere Forza Italia e il suo presidente". Michela Vittoria Brambilla replica a freddo. Da Genova, dove a distanza di ventiquattr’ore presenta i suoi circoli e parla di immigrazione e sicurezza, rimette la barra al centro: "Oggi mi interessa svolgere a pieno questo ruolo dei Circoli della libertà, perché purtroppo il paese viaggia su un binario, la politica su un altro e bisogna fare da trait d’union tra la politica e il paese". In prima fila c’è anche qui Bondi, che però nell’intervento non si sbilancia, si attiene al tema del dibattito. A Genova, a dare manforte, ci sono Claudio Scajola e il senatore Alfredo Biondi. A Milano, in prima fila, Ombretta Colli e Carlo Taormina annuiscono. Una fondazione nuova di zecca configura dal punto di vista legale la rete dei Circoli di Dell’Utri, in attesa che diventi legge l’emendamento che trasformerebbe le fondazioni in casseforti dei partiti. La competizione con Michela Brambilla ridà tono muscolare al senatore che una recente sentenza di primo grado ha condannato a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa. "Mi ricordo quando nel ’93 con Giuliano Urbani fondammo l’Associazione del Buongoverno: l’idea era quella di creare una sorta di governo ombra locale. Ecco, ogni Circolo oggi dovrebbe fare lo stesso, per questo ripeschiamo quel nome". Bastano dieci soci per fare un Circolo del Buongoverno (tanti quanti ne servono per fondare un Circolo della libertà), poi con 60 euro ogni presidente può comporre il suo kit: quattro copie anastatiche obbligatorie, selezionate da Dell’Utri (’Il libro della Pittura’ di Leonardo, la ’Divina Commedia’ dantesca, ’Il Principe’ di Machiavelli e ’I Canti’ di Giacomo Leopardi), una bandiera, due magliette con il logo dell’associazione e altri due libri da scegliere tra l’opera omnia di Pietro Ichino o Stefano Zecchi, i pamphlet di Armando Plebe, tra cui ’Il libro V del Capitale’, ’Marx contro i marxisti’, pubblicati dalla Biblioteca di via Senato, o l’epistolario di Tomasi di Lampedusa. Il parterre della Brambilla, almeno quello genovese, è un po’ più agé. Forse per questo la scelta della biblioteca di riferimento è libera. Olga Piscitelli