L’Espresso 17/05/2007, pag.49, 17 maggio 2007
Un tesoretto da 429 milioni. L’Espresso 17 maggio 2007. Da Bankitalia giurano che la vendita delle filiali dismesse è un’operazione ancora tutta da discutere
Un tesoretto da 429 milioni. L’Espresso 17 maggio 2007. Da Bankitalia giurano che la vendita delle filiali dismesse è un’operazione ancora tutta da discutere. Ma nessuno nega che, una volta che i dipendenti saranno trasferiti e le sedi chiuse, il patrimonio immobiliare prima o dopo finirà sul mercato. Una voce che ormai è arrivata anche alle agenzie in franchising, tanto che alcuni direttori delle sedi periferiche hanno già ricevuto varie telefonate interessate a una prima valutazione commerciale. Il ’tesoretto’ che Draghi spera di incamerare ha numeri impressionanti: considerando solo le prime 30 sedi provinciali da chiudere nei prossimi due anni tra uffici, appartamenti dei dirigenti, caveaux e corridoi, si arriva a un valore commerciale di circa 429 milioni di euro. In media ogni filiale vale oltre 14 milioni di euro. Una cifra da abbassare del 20-30 per cento se invece di negozi si vende per uso ufficio. Alla stima si arriva calcolando i metri quadri (in tutto ben138 mila) e quelli volumetrici degli edifici e il valore medio (altissimo) delle zone dove sono ubicate: tutte le sedi locali, senza eccezioni, troneggiano nelle vie e nelle piazze più esclusive delle città. Sommando anche le altre 29 sedi che saranno chiuse nella seconda fase, Draghi potrebbe incassare quasi un miliardo di euro. A oggi, il patrimonio complessivo di tutti gli immobili di via Nazionale ammonta a 4 miliardi di euro. Oltre le storiche sedi romane dell’amministrazione centrale, anche in provincia il governatore può vantare palazzi del Quattrocento e del Cinquecento. A Ferrara la sede della banca di piazza Tasso è del XV secolo, oltre 6 mila metri quadrati e solo 24 dipendenti: uno spreco, maligna qualcuno, per un immobile che vale oltre 20 milioni. Stesso discorso per il Palazzo dei Diamanti di Macerata, capolavoro del Rinascimento da 42 milioni di euro. A Siracusa la filiale è nella Casa delle Orsoline, fregi medioevali e scalinata catalana da 6,3 milioni di euro. Ma anche i palazzi più recenti potrebbero essere venduti a peso d’oro: l’enorme sede di Massa (10 mila metri quadri: ognuno dei 22 impiegati ne ha a disposizione 450) vale circa 40 milioni di euro, l’ottocentesco stabile di Pavia potrebbe fruttare una trentina di milioni, 24 quelli stimati per la sede savonese. L’intero portafoglio immobiliare sarà ceduto al miglior offerente: per accaparrarsi (forse all’asta) le preziose sale in pole position, dicono gli specialisti, ci saranno grandi banche, ricchi studi professionali e centri commerciali: i vincoli d’uso sono infatti moltissimi, e sarà difficile trasformare le ex filiali in condomini di lusso. E Padoa-Schioppa applaude Se Mario Draghi vince la partita delle filiali, il primo a festeggiare sarà di certo Tommaso Padoa-Schioppa. Non è una novità che Palazzo Koch abbia in via XX Settembre la sponda privilegiata nelle battaglie per la riduzione dei costi. Il piano per il taglio delle sedi di via Nazionale fu inizialmente concepito anni fa proprio dall’attuale ministro dell’Economia (a cui andrà parte considerevole dell’incasso ricavato dalla vendita delle sedi), ai tempi in cui frequentava i corridoi di via Nazionale. Ma Padoa-Schioppa è soprattutto uno spettatore interessato: sono mesi che tenta infatti di chiudere - senza successo - parte delle sedi della Ragioneria e le direzioni provinciali del Tesoro. Un successo di Draghi aprirebbe la strada alla sua cura dimagrante. "Da 106 a 20 filiali regionali", si leggeva in una prima bozza della Finanziaria. Il piano fu bloccato dal niet dei sindacati e bocciato da una parte della maggioranza. Ora il titolare dell’Economia sembra riprovarci, puntando alla chiusura di 40 sedi in due anni (2 mila le persone interessate). Ma Cgil, Cisl e Uil hanno sbattuto di nuovo i pugni sul tavolo, annunciando che, a queste condizioni, non se ne parla nemmeno. "Il ministro ha emanato il regolamento", dice il sottosegretario Paolo Cento: "Vogliamo discutere, certo, ma ormai siamo in fase operativa". La maggioranza sembra più compatta, ma se Draghi è totalmente autonomo, il progetto targato Padoa-Schioppa dovrà comunque passare per le forche caudine delle commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato. Le sedi da eliminare Anno di Superficie Val. commerciale costruzione (mq) (mln di euro) Agrigento 1927-30 4.200 10,8 Alessandria 1951-54 7.300 21,5 Asti 1958 3.400 5,2 Belluno 1882 3.800 14 Brindisi 1930 4.900 6,7 Cremona 1957 5.900 18 Enna 1940 3.400 11,7 Ferrara XV sec. 6.300 21,5 Frosinone 1948 2.700 5,5 Gorizia 1949 2.900 7 Imperia 1950 3.200 10,4 Isernia 1975 4.900 12,3 La Spezia 1942 5.600 17,9 Macerata XVI sec. 7.000 42 Massa 1968 10.325 40 Matera 1951 3.400 6,2 Nuoro 1963 4.800 8,6 Oristano 1974 2.300 3,7 Parma 1838 4.800 14,8 Pavia 1862 6.500 29,4 Pistoia 1918 3.100 14,9 Pordenone 1972 3.000 8,7 Ragusa 1956 4.000 8 Ravenna 1791 4.900 22 Rieti 1953 1.900 4,6 Rovigo 1981 7.500 15 Savona 1860 6.500 24 Siracusa XV sec. 2.800 6,3 Teramo 1926 3.100 9,1 Terni 1935 3.900 9,7 TOTALE 138.325 429,5