Libero 15/05/2007, pag.21 GIOVANNI SALLUSTI, 15 maggio 2007
ILONA, LA SPIA CHE LI AMAVA
Libero 13 maggio 2007. Agente del Kgb. Top model. Icona del porno. Militante politica radicale. Già ognuna di queste vite è una negazione dell’anonimato. Se poi vengono sommate in un’unica esistenza, si arriva a un’esagerazione kitsch. O meglio, si arriva a Ilona Staller, in arte Cicciolina, di cui è appena uscita l’autobiografia "Per amore o per forza" (Mondadori, pp. 245, euro 16). La prima svolta arriva con l’assunzione come cameriera all’Hotel Intercontinental, luogo di ritrovo nella capitale magiara di turisti, diplomatici, ambasciatori. La ragazza unisce avvenenza e savoir faire, e viene notata da loschi figuri che le propongono un modo per racimolare quattrini: accompagnare i visitatori stranieri, conversare, registrare tutto. In breve, fare la spia per il regime. Con l’aggiunta di piacevoli ore notturne, inevitabile che la lista dei gonzi cresca a dismisura.
I POLITICI ABBINDOLATI Un ministro della Germania dell’Est in odore di eresia, definito come «un vecchio maniaco a cui piacevano le ragazzine», a cui la novella Mata Hari trafuga dei documenti compromettenti. Un senatore americano e la bella moglie, con cui inscena un triangolo erotico per consegnarli alla polizia. Ma una sera la Staller eccede con la vodka, e confessa tutto alla coppia. a quel punto che capisce di non avere un grande avvenire come 007 in gonnella, e decide di portare le forme in passerella. Conosce l’agente di viaggi Salvatore Mercuri, che la seduce con il miraggio della bella vita oltrecortina. Ma la Staller scopre che a Milano la ricchezza non si misura come in Ungheria. «Torna a casa, bambina mia! Questo è peggio di ciò che hai lasciato a Budapest!», è l’appello della madre. Dopo il divorzio, Ilona compie un passo decisivo verso Cicciolina: conosce Riccardo Schicchi. Affascinato dalla top model, Schicchi per fare colpo si presenta davanti al suo albergo a testa in giù, in posizione yoga. «Chi è questo pazzo?», è la prima reazione della Staller. In realtà, in quel momento nasce il porno all’italiana. Da lì è un’ascesa inarrestabile: spettacoli, film, il programma radiofonico cult "Voulez-vous coucher avec moi?", in cui Cicciolina, da indiscussa auctoritas in materia, dispensa consigli sulla sessualità. Solo un’altra pornostar tiene il passo. Ovviamente, è Moana Pozzi. Schicchi non resiste alla tentazione di riunirle, e per fare le cose in grande fissa le riprese a Los Angeles. Ma non aveva considerato che l’ingresso negli States era impedito alla Staller. Tempo prima aveva dato fuoco a una bandiera americana. Lei ha sempre sostenuto che si trattava di una provocazione contro il terrorismo anti-yankee, tanto che aveva disegnato sulla bandiera lo stemma delle Br. Ma l’ambasciata americana non la pensava così, e a Cicciolina non restò che entrare illegalmente negli Usa dalla frontiera messicana, come nei western di serie B. Il film si fece, e il duo Ilona & Moana sperperò tutti i compensi alle slot machine di Las Vegas. Ma a Cicciolina il ruolo di regina del porno non basta: si è messa in testa di «cambiare il comune senso del pudore». Ecco allora l’idea di candidarsi con il Partito Radicale alle elezioni politiche del giugno 1987. LE INVIDIE DEI RADICALI I giornalisti, comprensibilmente, sono più attratti dalle sue curve che dai dibattiti sui diritti civili. E fra i compagni di avventura scoppia la gelosia. Emma Bonino tuona che Cicciolina «sta facendo sparire il partito». Francesco Rutelli, forse presentendo la futura svolta bacchettona, ringhia: «Mai mi sarei aspettato che in Italia bastasse mostrare un seno per avere un titolo in prima pagina». Una volta eletta in Parlamento, la domanda ricorrente degli "onorevoli" colleghi era: «Oggi che mutandine hai?». Il 1987 è anche l’anno dell’incontro con mister 33 centimetri John Holmes, per "Carne bollente". Lui si presentò smargiasso: «Io sono quel mito che tutte le donne vorrebbero avere a portata di mano». Ma il mito era già minato dall’Aids, debole e molto magro. Fece addirittura fatica a consumare, e ci fu bisogno di un ritocco delle scene al montaggio. Dimenticati sia Holmes che Pannella, oggi Ilona Staller si definisce una mamma impegnata a crescere il figlio adolescente Ludwig, oggetto di una lunga disputa legale con il secondo marito Jeff Koons. L’artista d’avanguardia americano, bollato come "erede di Andy Warhol", ha sposato Cicciolina nel 1991. Il matrimonio è naufragato poco dopo. Lei tenta ancora una volta di buttarsi in politica nel 2002, candidandosi a sindaco di Monza. Alla fine di questa biografia scoppiettante, rivendica: «Nessuno ha mai potuto derubarmi della mia vera essenza». LA SCHEDA IL LIBRO "Per amore e per forza. L’autobiografia di Cicciolina" di Ilona Staller è appena uscito in libreria per Mondadori (pp. 245, 16 euro) LA STORIA Il libro ripercorre tutte le tappe della vita della Staller: da quando entrò a far parte del Kgb per incastrare i diplomatici occidentali, alle sfilate sulle passerelle italiane, all’incontro con Schicchi che la incoronò "Cicciolina", regina del porno. Il libro prosegue con l’avventura politica della Staller, prima con i Radicali, poi in proprio
GIOVANNI SALLUSTI