La Stampa 15/05/2007, pag.19 Maurizio Molinari, 15 maggio 2007
I pompieri delle Torri ”Avvelenati da Giuliani”. La Stampa 15 Maggio 2007. Potremmo sconfiggere Rudolph Giuliani con una mano legata dietro la schiena»
I pompieri delle Torri ”Avvelenati da Giuliani”. La Stampa 15 Maggio 2007. Potremmo sconfiggere Rudolph Giuliani con una mano legata dietro la schiena». Terry McAuliffe, capo della campagna di Hillary Clinton, liquida con una battuta sprezzante l’ipotesi di Giuliani presidente nel 2008 e per spiegarne i motivi alla platea di giovani democratici che assiepano un locale di Downtown Manhattan aggiunge: «Basterà ricordare che si sposò con una cugina di secondo grado...». Con i sondaggi d’opinione che lo danno in vantaggio nella corsa alla nomination repubblicana e testa a testa con Hillary Clinton, l’ex sindaco di New York si trova a fare i conti con i molti scheletri che ha nell’armadio. Le ultime 72 ore lo hanno visto assediato da rivelazioni imbarazzanti. Domenica ha iniziato il «Washington Post» pubblicando un’inchiesta sui 100 milioni di dollari guadagnati in cinque anni dalla «Giuliani Partners», la società di consulenze creata dopo aver lasciato la guida di New York con la fama guadagnatasi nella reazione agli attacchi dell’11 settembre. La «Giuliani Partners» nel suo Gotha ha avuto nomi a dir poco dubbi: l’ex capo della polizia di New York Bernard Kerik che Giuliani suggerì a Bush come ministro della Sicurezza interna prima che si scoprisse che aveva ricevuto favori personali da aziende legate al crimine organizzato; l’ex alto funzionario dell’Fbi Pasquale d’Amuro, riconosciuto colpevole di aver chiesto a suoi subordinati di raccogliere souvenir dalle macerie di Ground Zero; monsignor Alan Placa, obbligato a dimettersi dalla Diocesi di Rockeville Centre a Long Island per accuse di abusi sessuali. Sul fronte dei clienti la «Giuliani Partners» è sospettata di aver incassato milioni di dollari per pulire il nome di aziende e singoli nei guai con la giustizia: dalla casa farmaceutica Purdue Pharma all’ente che gestisce le scommesse ippiche fino a Hank Asher, trafficante di cocaina negli Anni ”80 riuscito a ottenere 12 milioni di finanziamento pubblico per uno start up in Florida. Se la domenica deve essere stata amara per l’ex sindaco, la giornata di ieri è stata peggio: il «New York Times» ha ricostruito le mancanze del sindaco nella tutela della salute dei 10 mila soccorritori di Ground Zero, accusandolo di aver gestito il dopo attacco «come un despota», allontanando esercito e agenzie federali per concentrare ogni responsabilità nelle sue mani. Il 70 per cento dei soccorritori soffre ancora oggi di problemi respiratori a causa delle mascherine di protezione che non vennero indossate, provocando l’esposizione a esalazioni nocive. A puntare l’indice contro l’ex sindaco sono gli avvocati di migliaia di ex soccorritori - inclusi duemila pompieri - che gli rimproverano di non aver emanato l’ordine di proteggersi con le mascherine, sebbene lui stesso avesse a parole consigliato di farlo. Il sospetto è che Giuliani non appose quella firma per non smentire Christie Whitman, allora titolare dell’Agenzia federale per l’Ambiente, secondo la quale l’aria a Ground Zero non comportava rischi per la salute. L’inchiesta del «New York Times» fa proprie molte delle argomentazioni con cui Hillary negli ultimi quattro anni ha accusato l’amministrazione Bush di non essersi preoccupata della salute dei newyorchesi dopo l’11 settembre, mentre la fuga di notizie all’origine dell’inchiesta del «Washington Post» viene dagli archivi della città di New York, il cui attuale sindaco Michael Bloomberg potrebbe presto rompere gli indugi e puntare alla Casa Bianca. Forse non a caso proprio ieri il tabloid «DailyNews» ha pubblicato un sondaggio secondo il quale il 46 per cento dei newyorchesi vorrebbe Bloomberg presidente contro il 29 di sostenitori di Giuliani. Ma le tegole capaci di cadere sulla testa dell’ex sindaco sono ancora molte. Potrebbe aver ragione McAuliffe, un mastino della politica di Washington, a considerare gli affari famigliari il suo vero tallone d’Achille: ha sposato una cugina di secondo grado per poi farsi annullare il matrimonio, ha lasciato la seconda moglie perdendo una causa da 6,8 milioni di dollari, ha convissuto con una coppia di gay prima di convolare a nozze per la terza volta, quando i due figli Andrew e Caroline hanno deciso di non voler più aver nulla a che fare con lui. Maurizio Molinari