Giulio Mangano, La Stampa 13/5/2007, pagina 56., 13 maggio 2007
In Francia sei mesi fa lanciarono il ”piano biocarburanti”: per ridurre l’inquinamento, grande campagna a favore dei veicoli alimentati a bioetanolo E85 (una miscela fatta con l’85 per cento di etanolo ricavato da frumento, mais, barbabietole e biomasse, e il 15 per cento di benzina senza piombo)
In Francia sei mesi fa lanciarono il ”piano biocarburanti”: per ridurre l’inquinamento, grande campagna a favore dei veicoli alimentati a bioetanolo E85 (una miscela fatta con l’85 per cento di etanolo ricavato da frumento, mais, barbabietole e biomasse, e il 15 per cento di benzina senza piombo). Ebbene, in tutto il Paese solo una settantina di distributori vendono l’E85 e i francesi che hanno comprato l’auto a etanolo sono disperati. Sono ancora lontani gli obiettivi fissati dai petrolieri: 500 pompe operative a fine anno e il doppio nel 2008. Ford ha già venduto in Francia quasi un migliaio di auto flexifuel (alimentate sia a benzina sia a bioetanolo), un terzo ai privati e il resto a flotte e autonoleggi. Il nuovo carburante si sta diffondendo alla svelta in Brasile e Svezia, e anche Bush lo caldeggia parecchio, però altrove sono perplessi: perché si sottraggono terreni all’agricoltura e perché le più vaste coltivazioni richiederebbero un maggior consumo di acqua. Poi ci sono le ricerche dell’americano Mark Jacobson, ricercatore dell’università di Stanford (California). Questi è convinto che l’uso preponderante dei veicoli a E85 entro il 2020 provocherà il 4 per cento in più di morti per inquinamento: la miscela fa aumentare nell’atmosfera l’ozono, che secondo l’Oms uccide 800 mila persone l’anno.