Marco Accossato, La Stampa 12/5/2007, pagina 55., 12 maggio 2007
Gaetano Mioli, 62 anni, ex infermiere al pronto soccorso delle Molinette di Torino. in pensione dal 1 maggio 2007 e in quarant’anni di carriera non ha mai fatto un giorno di malattia o chiesto un’ora di permesso
Gaetano Mioli, 62 anni, ex infermiere al pronto soccorso delle Molinette di Torino. in pensione dal 1 maggio 2007 e in quarant’anni di carriera non ha mai fatto un giorno di malattia o chiesto un’ora di permesso. Ha conosciuto primari come Salizzoni e Morino quando erano medici neoassunti e alle Molinette muovevano i primi passi. Ha visto poco più che ragazzino il dottor Enrichens, che ha poi creato il sistema di emergenza 118 in Piemonte. Ha vissuto gli anni difficili del terrorismo. «Ero di turno, il giorno in cui arrivò Casalegno colpito a morte. Ricordo come fosse oggi la disperazione dei familiari, e il pronto soccorso pieno di poliziotti e carabinieri. Non ci fu nulla da fare». Era lì, di turno, quando si sbriciolò la casa di via Tonello. C’era quando la nube tossica su Orbassano portò decine di persone in ospedale: «Non c’erano barelle per tutti, li sistemammo sulle sedie lungo il corridoio principale». Non c’era, perché aveva finito il turno, il giorno della strage al cinema Statuto. Ma si precipitò all’ospedale più vicino, il Maria Vittoria, e si mise a disposizione. Sposato, tre figli, Gaetano è nato a Palermo. «Rimasto orfano, ho vissuto in collegio. Lì mi fecero fare le prime medicazioni agli altri ragazzini come me». Poi il militare, in infermeria. «Così quando arrivai a Torino mi presentai alle Molinette. ”Ho una buona esperienza”, dissi. A quell’epoca non esistevano i concorsi, bastava una domanda d’assunzione. Mi chiamarono subito: ”C’è un turno scoperto in pronto soccorso. Accetti?”». Rispose sì e lavorò per 15 anni di notte. Da allora a oggi ha indossato la divisa dell’infermiere, ma ha fatto anche l’elettricista e l’operaio: «Quando una barella si rompe spesso non c’è tempo di aspettare il servizio tecnico. Ho portato da casa i ferri e ne ho aggiustate tante, ho cambiato neon e lampadine». Anche l’ultimo giorno, prima della pensione, ha sistemato un lettino guasto. Mioli ha utilizzato in pronto soccorso le primissime siringhe usa e getta. «Le altre le sterilizzavamo ogni volta, e facevamo la punta all’ago sfregandolo sotto i marmi delle finestre».