La Stampa 12/05/2007, pag.20 Ferdinando Camon, 12 maggio 2007
La rivolta delle prostitute. La Stampa 12 Maggio 2007. Le novità sono molte. Prima: a Padova il sindaco diessino ha emanato un’ordinanza con la quale punisce direttamente le lucciole, non solo i clienti; la prostituta in tenuta da lavoro costituisce «offesa al pudore», e degrada l’ambiente
La rivolta delle prostitute. La Stampa 12 Maggio 2007. Le novità sono molte. Prima: a Padova il sindaco diessino ha emanato un’ordinanza con la quale punisce direttamente le lucciole, non solo i clienti; la prostituta in tenuta da lavoro costituisce «offesa al pudore», e degrada l’ambiente. Va punita. Seconda novità: le lucciole preparano per mercoledì prossimo una sfilata di protesta dalla stazione fino al municipio, con clacson, trombe, cartelli, bandiere, palloncini, striscioni. Intendono mostrarsi non con vergogna, ma con orgoglio. E dunque: nasce il primo «Lucciola Pride» d’Italia. Il volantino Hanno preparato un volantino per la stampa, eccolo qui: dicono di fare un lavoro che merita gratitudine. Terza novità: di fronte alle multe che piovono sui loro clienti da 3-4 notti, le lucciole rispondono con un risarcimento: al cliente multato offrono la prestazione gratis. La multa è di 50 euro, la prestazione è sui 30 euro per le nigeriane (poveracce, una volta avevano il monopolio, ora sono in svendita), 50 per le europee dell’est, 80 per i transessuali. C’è un transessuale brasiliano che si chiama Kristal, alto due metri, dalle forme femminilmente stupefacenti, che va sui 100 euro; ma credo sia l’unico. Suppergiù, costo della multa e costo della prestazione si equivalgono. E’ come se il cliente, invece di pagare la lucciola, pagasse il sindaco. Le lucciole hanno una leader, si chiama Anna. Napoletana, 54 anni (ma tre giorni fa erano 44), due figli. Rilascia interviste. Mostra per il suo lavoro un orgoglio che ricorda quello di madre Teresa per i suoi malati. «Noi svolgiamo un lavoro nobile, apprezzato e indispensabile alla società», dichiara. E fornisce le prove: dice che tra i clienti ci sono anche poliziotti e preti (ma non fa nomi, o perché questi clienti non esistono o perché noblesse oblige), poi tocca un tasto delicato: informa che ogni settimana vengono a trovarla, per passare un’oretta, un disabile e uno con un problema fisico vistoso, che le altre donne non tollerano ma lei sì, perché lei sente un dovere morale. Il disabile non viene solo, ovviamente: lo portano gli amici, in auto. Consolazione Con questo accenno Anna intende dire che lei e le sue compagne portano consolazione a quelli che la società abbandona e ignora: per la società, quelli devono invecchiare e morire senza saper nulla della vita, perché non ne hanno diritto, Anna e le sue compagne gli riconoscono questo diritto. Insomma, si sacrificano. Tutti le considerano il grado più basso della società del mercato, che vendono il corpo come una merce: sono corpi senz’anima. Nel migliore dei casi, gli uomini le considerano una multiproprietà a tempo: ci sono case che compri per una settimana all’anno, in quella settimana la casa è tua, dopo è di chi subentra perché a sua volta paga. Le lucciole sono la stessa cosa. Chi le paga è padrone assoluto, ma per il tempo che paga. E’ questo che le distingue dalle schiave. Le schiave sono schiave sempre, queste «a ore». Ma loro, rivelando di prestare consolazione e assistenza anche agli handicappati, si presentano non come sfasciafamiglie, ma come salvafamiglie. Il sindaco non le vuole perché, dice, sono un fattore di degrado: i quartieri dove lavorano si sporcano, vi s’impianta lo spaccio, la vita sociale si spegne, e ci sono prostitute (le peruviane) che rubano, ai clienti e alle colleghe. Da qui l’idea delle multe. L’inganno Ma, fatta la legge, trovato l’inganno: le lucciole si spostano dalle strade alle aree di servizio, accanto alle pompe di benzina. E i problemi crescono: se uno si ferma di notte a fare benzina, e c’è una benzinaia succinta, e un vigile fotografa la targa, non è facile dimostrare che va a prostitute; ma se la multa gli arriva a casa, non è facile spiegare alla moglie che faceva benzina. Mercoledì, la sfilata dell’Orgoglio delle Lucciole. Lo scontro città-prostituzione cresce. C’era da aspettarselo, prima o poi doveva accadere, che anche in questo campo la storia battesse un colpo d’ala. Solo che, se lo batte sulla città nota come Città del Santo, bisogna dire che lo strano volatile che si chiama Storia fa un volo cieco. Ferdinando Camon