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 2007  maggio 15 Martedì calendario

Storie di anatemi e altre inquisizioni. La Repubblica 15 maggio 2007. Anatema: il nome greco corrispondente, dal verbo "anatíthemi" (appendere), designa offerte votive, ad esempio le armi d´una battaglia vinta; variando una vocale i Settanta traducono così l´ebraico "hérem", parola sinistra

Storie di anatemi e altre inquisizioni. La Repubblica 15 maggio 2007. Anatema: il nome greco corrispondente, dal verbo "anatíthemi" (appendere), designa offerte votive, ad esempio le armi d´una battaglia vinta; variando una vocale i Settanta traducono così l´ebraico "hérem", parola sinistra. In Giosuè 6.17 e 21 indica la mattanza d´ogni anima viva a Gerico, uomini, donne, bambini, vecchi, buoi, pecore, asini (meno una prostituta, Rahab, che aveva ospitato spie ebree). I due significati coesistono nell´aggettivo latino "sacer": tale l´uomo consacrato agli dèi infernali; chiunque l´ammazzi rende ossequio al dio; finché resti vivo, nuoce alla comunità. Nel lessico cattolico "anathema sit" chi lancia, sostiene o condivide idee empie. Vediamo due casi. Nella fosca dottrina agostiniana, imposta alla Chiesa romana da quella d´Africa, Dio tira i fili della vita psichica lasciando ai pazienti l´illusione d´essere padroni in casa loro: la storia cosmica (genesi, caduta, redenzione) è un colossale gioco autistico perché angeli e animali umani erano discriminati ab aeterno, alcuni salvi, in malora l´enorme resto; i piani includevano peccato d´Adamo e lue genetica. Corre l´anno 418, primavera, quando 214 vescovi del XVI concilio cartaginese scomunicano Pelagio, monaco britanno, fautore d´un cristianesimo d´alta tensione morale, e l´allievo Celestio. A proposito d´uno dei nove anatemi ivi formulati, sant´Agostino vitupera l´idea "folle" che i bambini morti senza battesimo sfuggano all´inferno: ma il guignol dei neonati in pasto al diavolo non entra nelle raccolte romane o ne esce presto; poi dottori meno efferati escogitano il limbo, luogo d´una malinconica felicità naturale; infine, anno Domini 2007, dettati conformi ai tempi lo svuotano traslocando gl´inquilini in paradiso. Gran testa quel retore fenicio ex manicheo, convertito a Milano, vescovo d´Ippona, autore d´una psicanalisi ante Freud: ha scoperto la causalità psichica, altissimo merito scientifico; senonché chiama "grazia" l´impulso irresistibile inoculato dallo Spirito santo e in tale fantasmagoria l´assunto deterministico sviluppa paradossi ripugnanti alla cultura romana; Dio diventa orco. Da notare come abbia fondo ateistico l´umanesimo pelagiano. La Chiesa naviga come può, tra Scilla e Cariddi: condanna Pelagio, santifica Agostino, codifica l´impulso divino determinante, lascia credere alle anime tenere d´essere attive nella partita; insomma, balla sul filo della contraddizione. Il bianco è anche nero, dicono i canoni tridentini "de iustificatione" (sesta sessione, 13 gennaio 1547): "anathema sit" chi afferma che l´uomo possa salvarsi con le sue forze; o abbassa la grazia a fattore coadiuvante; o postula un´incipiente buona volontà interamente umana. Puro agostinismo ma i tre seguenti riabilitano sotto banco il monaco britanno: maledetto chi nega l´apporto umano al processo salutare o considera irresistibile l´impulso pneumatico o vede nell´uomo un automa. L´ortodossia configura uno stato onirico, sublogico, dove p e non-p siano egualmente vere: fiorisce una retorica del pastiche; solo così l´alchimia ecclesiastica diluisce conflitti dirompenti. In sede antropologica il costo è rovinoso. Sotto qualunque insegna militino, gli ecclesiocrati professano un culto ateo del potere: il loro dipende da premesse non verificabili (il pianeta terra epicentro d´un romanzo divino culminante nell´Ecclesia triumphans; o l´imminente collasso dell´economia capitalistica e avvento d´una società armoniosa dove nessuno soffra nel lavoro alienato), perciò negano i fatti che le smentiscono; passato e futuro fluttuano, né vigono regole sintattiche; 2+2=5 o qualunque altro numero, secondo i dettami d´un soi-disant infallibile intelletto collettivo. Verità fluide. Mater Ecclesia, Partito, setta le definiscono in mercuriali quotidiane. Ora, non esistendo ancora un controllo genetico rigoroso, è affare arduo governare i cervelli frenandoli affinché pensino poco e siano pensieri innocui: l´indottrinamento avviene in forma capillare, dagli asili alle accademie; poi bisogna sorvegliarli, cogliere i devianti, dispensare cure o pene, donde spie, investigatori, consulenti, terapeuti, oracoli, apparati coattivi. La funzione crea l´organo: Tomás de Torquemada prefigura Heinrich Himmler o Andrej Vys<caron>inskij, diligenti energumeni d´un lavoro efferatamente stupido, astuto però e ricco d´abilità pratiche, la cui massima è «al diavolo l´intelligenza»; dal filtro esce un personale direttivo adeguato al modello. La scomunica richiede forme terrificanti. Le descrive Enrico da Susa, cardinale Ostiense (Summa aurea, metà del XIII secolo): il vescovo scandisce l´anatema avendo intorno dodici preti; tengono in mano "lucernas ardentes"; al punto culminante le sbattono in terra e calpestano.. Lo scomunicato finisce «cum diabolo et angelis suis, maledetto dalla «planta pedis usque ad verticem capitis». Sono inferno Lager e gulag. Meno brutali gl´interdetti borghesi ma altrettanto inesorabili. Guidati dall´istinto, praticano scomuniche anche i branchi, escludendo l´animale inidoneo alla vita gregaria. Nel mondo umano l´ordigno selettivo è in mano a gente uscita da selezioni perverse: teste piccole, talvolta maligne; gl´inquisitori figurano male nei verbali; Stalin sopraffà Trotskij; Martin Bormann divora i concorrenti. Vari segni indicano un´età dogmatica allo stato rinascente. Se i germi attecchiscono, quod Deus avertat, quanto lavoro porteranno al patologo del pensiero: concessa l´ipotesi d´un Creatore (sui gusti del quale è caritatevole chiudere gli occhi), non storpiamo i suoi pochi doni; tolto l´intelletto, cosa resta agli adamiti? Povere scimmie nude. Franco Cordero