La Repubblica 14/05/2007, pag. 31 Alessandra Retico, 14 maggio 2007
Soldatini di piombo, l´invincibile armata. La Repubblica 14 maggio 2007. Roma. Napoleone ne andava matto
Soldatini di piombo, l´invincibile armata. La Repubblica 14 maggio 2007. Roma. Napoleone ne andava matto. E non sorprende. Anche il plurimiliardario Forbes ne aveva una collezione sterminata, la teneva a Tangeri. Uomini grandi a modo loro, che se la spassano con i soldatini. Per un´inclinazione alla strategia e al potere, è probabile. Più che divertimento, passione. Piacciono agli adulti maschi. Eppure raccontano storie, anzi la insegnano la storia «in un mondo in cui le scienze umane sono in declino». Alejandro Noguera Borel ci crede che i soldatini possano fare il contrario di quello che rappresentano «proprio perché spiegano le guerre e le esorcizzano». A Valencia ha voluto farci un museo, apre domani, si chiama L´Iber, ed è la raccolta più grande al mondo. I pezzi che il padre di Alejandro, Alvaro, ha inseguito per una vita andando per mercati, comprandoli da Chrtistie´s e Sotheby´s e anche da Forbes. Sessantamila esemplari, per ora, in 30 sale per mille metri quadrati. Ma il fondo familiare ne conta circa un milione, nei prossimi tempi verranno esposti tutti, su 12mila metri quadrati. Da far impazzire gli appassionati del genere. C´è molto XX secolo e naturalmente molta guerra e ricostruzione di battaglie storiche (diorami), c´è preistoria, romani, medioevo. Ma anche scene di vita quotidiana a Parigi e Londra agli inizi del ”900. Il vanto dell´Iber è la messa in scena della battaglia d´Almansa (25 d´aprile del 1707) durante la guerra di successione spagnola: l´esercito di Filippo V di Borbone vince quello dell´arciduca Carlo d´Austria con cui Valencia si era schierata. La città perse i privilegi concessi quattro secoli prima da Giacomo I d´Aragona e dovette accettare le leggi e gli usi della Castiglia. Un passaggio fondamentale, 10mila figurine di soldatini a spiegarla proprio tutta. Giochi seri, dicono i collezionisti. Non è detto che a breve non ci saranno a l´Iber soldatini che rifanno la guerra in Iraq (e dunque quella vera sarebbe finita). Ma è più probabile che i rifacimenti in miniatura saranno del Signore degli Anelli e di Guerre Stellari dicono dal museo. Giochi adulti, in ogni caso. I bambini hanno i videogame, il loro Risiko è online e i loro pupazzi sono forse più brutti e astratti, ma immaginifici anche. I soldatini sono invece antichi, da bacheca. Su internet si trovano siti di fan, e-Bay li traffica, raduni e riviste specializzate. In Italia almeno due musei importanti, quello del soldatino e della figurina storica di Calenzano (Firenze) e quello nazionale "M. Massaccesi" di Bologna. Si scopre che le prime miniature sono di soldati abissini ed egizi, XII dinastia, e poi che pupazzetti in argilla, creta e legno ce ne sono sempre stati. I soldatini, quelli veri, nascono dalle figurine piatte in stagno, i primi editori erano a Norimberga, fine ”700. Fattura rigorosamente tedesca. Francia e Gran Bretagna inseguono il mercato, si fanno in piombo, alluminio, carta e così le linee si ammorbidiscono, figure semitonde e poi tonde del tutto. In Italia lavorano Xiloplasto e la Società Anonima Lavorazione Plastiche e Affini, ma chiudono bottega con la plastica, la ditta Francesco Antonini a Roma la usa, la francese Starlux è la regina del mercato, fa indiani e cow-boy, una serie sul Medio Evo, i romani e i Galli. Leggeri e indistruttibili, come i ragazzi che ci giocano un po´ ma poi li passano ai papà. Per la nostalgia c´è tempo. Alessandra Retico