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 2007  maggio 14 Lunedì calendario

I soldati più piccoli del mondo. La Repubblica 14 maggio 2007. Tutte le collezioni sono affari maledettamente seri, per curiosità culturale, gusto del possesso esclusivo e passione per la rappresentazione

I soldati più piccoli del mondo. La Repubblica 14 maggio 2007. Tutte le collezioni sono affari maledettamente seri, per curiosità culturale, gusto del possesso esclusivo e passione per la rappresentazione. Quelle dei soldatini di piombo o di militaria lo sono anche per motivi professionali. Tutte le riproduzioni in scala dei soldati sono stati nel tempo un divertimento per bambini e un interesse di studio per tutti coloro che per professione devono rappresentare e dare "figura" sia alla storia militare sia alla guerra futura. L´esercito di Terracotta di Xian, in Cina, fu posto dall´imperatore Qin Shi Huangdi (220 a. C.) a guardia del proprio mausoleo. Riproduceva uno schieramento per la battaglia di circa diecimila soldati a grandezza naturale e comprendeva i carri da combattimento, la cavalleria, la fanteria, le armi da "getto"e gli stati maggiori. E´ forse il più impressionante schieramento rituale e "per gioco" di una formazione militare. Ma la simulazione di battaglie è senz´altro una delle attività militari che ha avuto più continuità. Nel Battle Simulation Center di Fort Carson in Colorado, che dirigevo nel 1980, i comandanti di Brigata e Battaglione di una delle divisioni meccanizzate di punta dell´esercito americano si addestravano a prendere decisioni usando mappe speciali e simulacri di unità. Le regole erano le stesse della guerra vera e la probabilità di perdita o di vittoria era calcolate con il lancio di dadi. Il Centro sembrava una bisca, ma la posta era seria e soprattutto il gioco teneva conto della casualità della guerra. Negli stessi anni si sviluppavano i sistemi computerizzati che oggi si sono evoluti in "giochi" che non rappresentano un probabile corso di eventi, ma la "realtà" virtuale. Fu con uno di questi elaboratissimi giochi di guerra che durante la simulazione Millennium Challenge del 2001 gli Stati Uniti persero la guerra contro Saddam Hussein il cui ruolo era rappresentato da un generale dei Marines particolarmente asimmetrico. La rappresentazione e la simulazione sono anche sistemi di addestramento per i piloti di aerei e carri da combattimento e per gli operatori di missili strategici. Fanno risparmiare e comunque attivano tutte le componenti fisiche e mentali necessarie nella realtà. Hanno un solo rischio: che la guerra vera finisca per essere considerata un enorme "gioco". E allora è destinata a fallire in una realtà fatta d´imprevisti, di errori e di massacri. Fabio Mini