Gazzetta dello Sport 12/05/2007, pag.46 Carlo Angioni, 12 maggio 2007
Sdoganato l’sms italiano anche lui. Gazzetta dello Sport 12 maggio 2007. Gli inglesi sono stati i primi a sdoganarlo: laggiù, nel Paese dove gli sms inviati in un giorno hanno appena superato le telefonate quotidiane, lo slang tipico dei messaggini, cioè quella scrittura che, per intenderci, mozza le parole per restare dentro i canonici 160 caratteri, può essere usato a volontà pure a scuola, nei test in classe e nei compiti a casa
Sdoganato l’sms italiano anche lui. Gazzetta dello Sport 12 maggio 2007. Gli inglesi sono stati i primi a sdoganarlo: laggiù, nel Paese dove gli sms inviati in un giorno hanno appena superato le telefonate quotidiane, lo slang tipico dei messaggini, cioè quella scrittura che, per intenderci, mozza le parole per restare dentro i canonici 160 caratteri, può essere usato a volontà pure a scuola, nei test in classe e nei compiti a casa. Noi italiani, meno azzardati, divoriamo i «xké» (perché), i «cmq» (comunque), i «c6» (ci sei?) o i «tvtb» (ti voglio tanto bene), ma non abbiamo ancora pensato a legittimarli anche sui banchi. Ci accontentiamo di scrivere molto (la stima si avvicina ai 10 milioni di sms al giorno), e questo, assicurano gli esperti linguisti, non è un male. Tutt’altro. ESERCIZIO Per Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca, l’istituto nazionale per la salvaguardia e lo studio dell’italiano (che ieri ha organizzato a Firenze un convegno sul tema, intitolato «Se telefonando... ti scrivo»,) i messaggini non sono una minaccia per la purezza della nostra lingua: scrivere parole abbreviate, insomma, può anche servire. «Gli sms sono un fenomeno molto interessante e molto utile – racconta ”: il messaggino è un mezzo costoso, ma facile e pratico, che serve a riabituare alla scrittura. D’altronde, non dimentichiamoci che forme scritte abbreviate sono sempre esistite: nel Medioevo, per esempio, proprio in questo modo si superava il problema del costo altissimo delle pergamene. Se ignoriamo la storia, allora possiamo anche pensare che gli sms siano una catastrofe: in realtà sono una grande risorsa del nostro mondo». Che può e deve coesistere con la lingua più ricca: «Per scrivere con il linguaggio tipico degli sms – continua Sabatini – bisogna avere fantasia, analizzare la struttura della frase, cercare parole brevi, che esprimano un concetto dentro i 160 caratteri del telefonino. In questo modo, si fa esercizio, ci si prepara all’uso della scrittura meditata, ricercata, e ci si abitua alla lingua più ricca: la velocità, la semplicità e la concisione sono valori importanti». Ecco «xké» (perché) degli sms e del loro linguaggio, oggi, non si può fare a meno. PRATICI Un sms pronto a essere spedito: in Italia, ogni giorno, ne vengono scritti mediamente 10 milioni (AFP) Carlo Angioni