Corriere della Sera 14/05/2007, pag.11 Felice Cavallaro, 14 maggio 2007
Casa Cammarata e castello di Orlando: divisa pure Sferracavallo. Corriere della Sera 14 maggio 2007
Casa Cammarata e castello di Orlando: divisa pure Sferracavallo. Corriere della Sera 14 maggio 2007. Palermo. Chiunque la spunti fra Cammarata l’uscente e Orlando il riconquistatore, stasera il vincitore di Palermo sarà anche il sindaco di Sferracavallo. Una delle borgate più battute dai due candidati favoriti. Perché entrambi tengono casa (la seconda casa) in quel ferro di cavallo che s’avvista arrivando in aereo, fra la città e Punta Raisi. E, comunque vada, già si guardano dalle due punte opposte. Con Orlando affacciato dall’antica dimora di famiglia, sulla costa di Barcarello, e Cammarata pronto a dominare da una stupenda terrazza affittata proprio a ridosso del club più alternativo e un po’ «rosso» di Palermo, la «Compagnia della Vela». Si sa che i palermitani amano la seconda casa, soprattutto quando è a cinque minuti dalla prima. Appunto, come accade a Sferracavallo dove gli Orlando Cascio spadroneggiano da un secolo con una sorta di antico castello, le mura spesse, il portone massiccio, la corte interna con l’edera che si profuma di zagara. Il tutto quasi sulla punta della baia. Quella di destra, guardando il mare. La punta del sindaco, si diceva. Ma, appena da qualche settimana, Cammarata ne insidia il «dominio» aggirandosi abbronzato a ridosso di prato e scogli della «Vela», il club dove ieri la sua voce con telefonate continue di informatori («Ce l’abbiamo fatta, grazie, grazie...») s’intrecciava con quelle di soci come una storica preside rossa dell’antimafia, Benita Callari, un voto sicuro per Orlando, di Antonella Monastra, candidata per Rifondazione comunista, o del leader delle Cooperative rosse Massimo Accolla, patron dei riformisti col faccione di Garibaldi, una lista apparentata al «riconquistatore». Tutti ieri al sole di Sferracavallo dove Orlando s’è sempre sentito di casa fra le bancarelle del lungomare mangiando cozze e ricci. Anche da Rosolino, il panellaro. Ma adesso la borgata ha il capogiro, costretta a dividersi guardando, a destra, dove campeggia la dimora del Centrosinistra e, a sinistra, dove s’affaccia il sindaco di Centrodestra. Forse nel disorientamento di Sferracavallo si specchia l’incertezza di una città divisa a metà, tentata dal replay del vecchio paladino, oggi spesso a braccetto con Rita Borsellino. Ovvero, dalla riconferma del primo cittadino sempre più spesso fotografato con la sua giovane compagna, Marida Cassarà, colonna portante del Teatro Massimo, figlia del vicequestore ucciso dalla mafia e della professoressa di tedesco assessore di Orlando negli anni della «Primavera». Incroci palermitani, appena sfiorati da rotocalchi che evitano di scivolare sulle chiacchiere di una campagna elettorale giocata sulle feste elettorali. Come quelle organizzate proprio a Sferracavallo, nel club con il nuovo inquilino eccellente scelto però anche da una filo orlandiana di ritorno che a Felice Trupiano, presidente bipartisan, ha chiesto loggia e solarium già prenotati per gli ultimi mega appelli di quotati Ds come Rosanna Scaduto a Maurizio Pellegrino. Feste e comizi organizzati sotto «casa Cammarata» dove anche gli amici di Orlando ostentano certezza: «Ce l’abbiamo fatta, grazie, grazie...». Felice Cavallaro