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 2007  maggio 13 Domenica calendario

Giornali più forti del Web. Una nuova edizione per Ariel Toaff. Corriere della Sera 13 maggio 2007

Giornali più forti del Web. Una nuova edizione per Ariel Toaff. Corriere della Sera 13 maggio 2007. Il fattore «you» . Davvero nel 2043 si venderà l’ultima copia del «New York Times» , secondo la previsione di Philip Meyer che dà il titolo al libro di Vittorio Sabadin edito da Donzelli? I dati forniti ieri dallo stesso Sabadin alla Fiera del libro di Torino smentiscono gli apocalittici: oggi nel mondo si vendono 510 milioni di copie e si stampano undicimila quotidiani a pagamento. I lettori crescono. C’è tuttavia una grave crisi che riguarda soprattutto i giovani, sempre più attratti dall’offerta di Internet. Come affrontare il cambiamento? Dice Giulio Anselmi, direttore della Stampa: «Dei giornalisti e della loro funzione di mediazione onesta ci sarà sempre bisogno». Ma andrà male, sostiene Anselmi, se i giornalisti continueranno a interpretare la professione come mediazione privilegiata tra il mondo del potere e i lettori. Tanto più che oggi i giornali sono considerati sempre meno un fiore all’occhiello da parte di imprenditori che si considerano arrivati. Aggiunge l’editorialista Lucia Annunziata, citando il sociologo Coleman, che siamo in piena rivoluzione «postdeferenziale». Sì, proprio così. finita la percezione di un’organizzazione piramidale del mondo in cui i giornalisti si collocavano al vertice, oggi vige la rivolta contro ogni forma di intermediazione. Un processo che forse è avvenuto anche prima del cambiamento tecnologico. Ciò tuttavia non significa la dittatura di Internet, perché la rete è solo un mezzo che non ci deve sovrastare. Una delle sfide attuali per il giornalismo «è alfabetizzare Internet, costruire in rete una nuova forma di intermediazione». Il direttore della Gazzetta dello Sport Carlo Verdelli si dichiara «catastrofista»: «Siamo alla vigilia di una trasformazione malcompresa». Ma una ricetta per attenuare i danni ce l’ha. Una volta si diceva «umiltà», Verdelli l’ha chiamata «fattore you», ispirandosi alla copertina del settimanale americano Time, che ha designato come uomo dell’anno il proprio lettore. Perché mai, si è chiesto Verdelli, i lettori dovrebbero comprare quotidiani concepiti in maniera autoreferenziale («il fattore Io»), scritti a volte in modo incomprensibile e che non si preoccupano dei bisogni del proprio pubblico? Il ritorno di Toaff. Ormai è ufficiale. Nel tardo autunno vedremo nelle librerie una nuova edizione del saggio di Ariel Toaff, Pasque di sangue, ritirato dopo una tempestosa discussione sui giornali italiani e di mezzo mondo. «Passata la buriana – ci dice l’editor per la saggistica storica del Mulino, Ugo Berti – Toaff ha cominciato a lavorare a una replica alle critiche che è pressoché ultimata. Si tratta di cinquanta pagine che andranno in appendice o come introduzione al volume. Ora l’autore sta apportando le modifiche vere e proprie al testo, del resto già annunciate quando decise di ritirare il libro. La consegna del materiale è prevista per luglio, quindi la nuova edizione di Pasque di sangue non potrà essere distribuita prima della fine dell’anno». Dino Messina