Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  maggio 13 Domenica calendario

Festa per Marella Agnelli. E i nipoti firmano l’invito. Corriere della Sera 13 maggio 2007. Torino

Festa per Marella Agnelli. E i nipoti firmano l’invito. Corriere della Sera 13 maggio 2007. Torino. Lei, la festeggiata, era radiosa e emozionata come per un debutto, elegantissima (ma questa non è una novità) nella giacca bianca ricamata di paillettes dello stesso colore, seduta al tavolo d’onore accanto a Henry Kissinger. Per gli ottant’anni di Marella Caracciolo Agnelli, ieri sera al Casino dell’Aurora di Palazzo Pallavicini Rospigliosi, nel cuore nobile di Roma, l’intera famiglia ha cancellato impegni e rimosso qualsiasi ostacolo: Margherita Agnelli con i figli Elkann e de Pahlen, fratelli, cognate. Tutti hanno risposto «sì» a quel cartoncino avorio scritto in corsivo inglese, sul quale perfino il serissimo vicepresidente della Fiat aveva scelto di comparire col suo soprannome di ragazzo, Jaki. E sullo sfondo la musica nazional-popolare di Mariano Apicella, il cantante napoletano amato da Silvio Berlusconi, con i suoi successi di sempre. Una festa in giardino, in uno di quei giardini che Marella Agnelli, vedova dell’Avvocato, adora e ai quali ha dedicato, fotografandoli e creandoli insieme ad architetti famosi come Russell Page, molte energie. Una festa, quella romana, celebrata con orari sabaudi (cocktail alle 19.30, cena alle 20.15 e tutti a casa molto prima di mezzanotte) fortemente voluta dai tre nipoti «grandi», il vicepresidente della Fiat John Elkann, i suoi fratelli Lapo e Virginia. Quelli che sono cresciuti insieme con lei e per i quali è stata una nonna presente e affettuosa, complice e attenta in tutti i momenti importanti, belli e brutti. Quelli che anche oggi le stanno accanto, a cominciare proprio da John, che sulla collina torinese ha scelto come casa per sé, per la moglie e per il figlio un’ala della villa dove Marella ha sempre vissuto, prima col marito, ora sola. E una festa, soprattutto, come l’avrebbe organizzata lei, con le persone che dovevano esserci e che avrebbe desiderato vedere, ottanta come gli anni da festeggiare, o forse qualcuno di più. Dai fratelli Carlo e Nicola Caracciolo alle cognate, le sorelle di Gianni, fino agli amici di tutta la vita, come Mario D’Urso, Jas Gawronski, Benedetta Craveri, Gae Aulenti, Doris Brinner, la vedova di Yul, Federico Forquet, Paolo Pejrone, il creatore di giardini che l’ha sempre affiancata. Compagne, come Topazia Cateani, con le quali ha condiviso le stagioni romane della giovinezza. Tutti per una volta senza cariche, presidenti o amministratori delegati, ex e attuali, tutti soltanto ospiti di una festa di compleanno. E ancora, una folta delegazione di torinesi: Gabriele Galateri con la moglie Evelina Christillin, Gianluigi Gabetti e Antonio Maria Marocco con le consorti, le famiglie Camerana e Recchi al completo o quasi, oltre ad Alain Elkann con la moglie Rosy Greco. E un altro gruppo arrivato un po’ da tutte le parti del mondo, come i De La Renta, quasi a testimoniare quell’essere cosmopoliti che è stata la particolarità più autentica di Gianni Agnelli e della sua sposa. Un’occasione eccezionale per una donna che, dopo la vedovanza, si separa mal volentieri dalle due residenze che preferisce, quella di Sankt Moritz e quella di Marrakech, la sua ultima passione. E che agli otto nipoti unisce ormai due bisnipotini: Leone, figlio di John Elkann e Lavinia Borromeo, è nato il 27 agosto del 2006 a Torino, ma un mese prima Maria de Pahlen, 25 anni, quartogenita della figlia Margherita e del marito Serge, le aveva dato la gioia di un’altra piccola che porta il suo stesso nome, Marella, e che vive con i genitori nella lontana Siberia, dove il padre – russo come il nonno – insegna all’università. Per una sera, dunque, l’attenzione è stata tutta per lei e per la sua vita, lunga e ricca di gioie e di grandi dolori, come la morte del figlio Edoardo, nel 2000, e quella del marito, nel 2003. Una sera soltanto, un’eccezione, appunto, nella storia di una persona che ha fatto della riservatezza il suo tratto distintivo: «Di che cosa dovrei parlare? Della mia privacy? Ma quella non appartiene soltanto a me…». Ancora: «Andare in televisione? La sola idea mi fa rabbrividire». Qualcosa da raccontare, in realtà, Marella Caracciolo, figlia di un diplomatico, Filippo, e dell’americana Margaret Clarke, ce l’avrebbe: fotografa (da ragazza, a New York, era assistente di Erwin Blumenfeld, oltre che modella per Vogue e prediletta di Richard Avedon, incantato dal suo lunghissimo collo), amica di Truman Capote e Gore Vidal, disegnatrice di tessuti, autrice di quattro libri tutti dedicati ai giardini e collezionista d’arte insieme al marito, con il quale, poco prima della morte di lui, ha inaugurato a Torino la Pinacoteca che porta i loro nomi affiancati e che da poco ha come vicepresidente operativa la nipote Ginevra Elkann, con la sua collezione permanente che spazia da Canaletto a Picasso. Non è per mancanza di idee o di attività, insomma, né di autonomia e di intelligenza, se Marella Agnelli ha scelto per sé una vita nella penombra. E mentre gli americani e i francesi, complice il suo amore ricambiato per grandi stilisti come Valentino, la eleggevano icona di un’epoca insieme a Jackie Onassis, lei divideva la vita con i pregi e i difetti di un uomo brillante ed eccentrico come Gianni Agnelli. Coltivando le affinità, sopportando i momenti di noia, senza scrivere ai giornali se non una volta, per ringraziare della straordinaria partecipazione popolare ai funerali dell’Avvocato. E senza dimenticarsi di essere una nonna amorevole. I suoi nipoti, ieri, le hanno dimostrato che neppure loro dimenticano. Vera Schiavazzi