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 2007  maggio 12 Sabato calendario

Rai, il Tesoro «sfiducia» Petroni La Cdl: golpe, intervenga il Colle. Corriere della Sera 12 maggio 2007

Rai, il Tesoro «sfiducia» Petroni La Cdl: golpe, intervenga il Colle. Corriere della Sera 12 maggio 2007. Roma. Il ministro dell’Economia Tommaso Padoa- Schioppa considera «interrotto il suo rapporto fiduciario col rappresentante del Tesoro nel Consiglio di amministrazione Rai», ovvero Angelo Maria Petroni. Ieri Romano Prodi ha informato il Consiglio dei ministri di aver ricevuto una lettera in cui Padoa- Schioppa parla di «situazione di stallo e di perdurante crisi gestionale». Prodi ha informato la Vigilanza Rai e ha annunciato che nel prossimo Consiglio dei ministri si discuterà di riforma col nuovo disegno di legge del ministro Paolo Gentiloni sull’assetto della tv pubblica: una Fondazione Rai proprietaria invece del Tesoro, una Holding, una società operativa per la tv commerciale (Raiuno), una per la tv pagata dal canone (Raitre, Raidue e le offerte da servizio pubblico), un’altra per la rete di trasmissione. Il tutto (almeno delle intenzioni dichiarate) sganciato dalla politica. Dopo la mancata sostituzione di Antonio Marano a Raidue con Giovanni Minoli comincia una nuova battaglia Rai. Padoa-Schioppa ha scritto al presidente Claudio Petruccioli per chiedere la convocazione dell’assemblea dei soci. Petruccioli ha convocato un Cda per mercoledì. La maggioranza di centrodestra potrebbe bocciare la richiesta: Giuliano Urbani, Forza Italia, già fa sapere che non sarà presente «per motivi personali». Quindi dovrebbe essere il collegio dei sindaci a procedere, allungando i tempi. Ma per Mario Landolfi, presidente della Vigilanza (uomo An) la sfiducia sarebbe efficace solo col sì della sua commissione. Intanto la commissione ascolterà martedì sera il Cda Rai e mercoledì il ministro Tommaso Padoa-Schioppa. La maggioranza è entusiasta. Per Roberto Cuillo, Ds, si restituisce dignità al servizio pubblico». Comunisti italiani e Italia dei Valori vedrebbero bene «tutto il Cda Rai a casa». Per Renzo Lusetti della Margherita finisce una «situazione grave e paralizzante». Clemente Mastella per l’Udeur chiede un nuovo Cda «col presidente dell’opposizione». Invece la Casa delle Libertà (Berlusconi fa sapere di essere molto irritato, Bonaiuti parla di «scandalo») grida al golpe. Sandro Bondi si rivolge a Napolitano: intervenga «per ristabilire le condizioni minime di agibilità democratica». Gianfranco Fini, presidente di An: «Gravissimo se Prodi non ascolta Mastella, una azienda pubblica non può avere un presidente e un direttore generale che siano espressione unicamente di una parte». E chi gli è vicino assicura che la dichiarazione ha in Claudio Cappon il vero destinatario: Fini, che lo aveva appoggiato come uomo al di sopra delle parti, ora lo considererebbe «in quota» centrosinistra. Paolo Conti