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 2007  maggio 12 Sabato calendario

Il consigliere FI in «trincea» con Tremonti: sarà battaglia legale. Corriere della Sera 12 maggio 2007

Il consigliere FI in «trincea» con Tremonti: sarà battaglia legale. Corriere della Sera 12 maggio 2007. Roma. Da quando si è insediato il governo Prodi, il consigliere Rai Angelo Maria Petroni passa una mezz’ora al giorno a ritagliare quotidiani e stampare agenzie. Dedicate a un solo argomento: dichiarazioni di esponenti politici del centrosinistra che chiedono a Padoa-Schioppa la sua rimozione. E dal maggio 2006 quasi non c’è stato Consiglio Rai che non abbia registrato una richiesta di Petroni: vorrei mettere a verbale l’ennesima dichiarazione politica ostile nei miei confronti, sono oggetto di continui attacchi non legati alla qualità del mio impegno per la Rai ma all’ideologia... Petroni (50 anni, perugino di Montefalco, laurea in filosofia della scienza a Pisa, formazione al «Centro Einaudi» di Torino raggiunto con Giuliano Urbani, pubblicazioni su Popper e Keplero e saggi sul Federalismo possibile, una lunga direzione alla Scuola superiore della Pubblica Amministrazione finita bruscamente nell’era dell’Unione) ha insomma costruito per tempo, con paziente puntigliosità, la strategia per rispondere a una possibile ipotesi di rimozione. Il consigliere ha già chiara una strada da percorrere: collegare la decisione presa ieri in Consiglio dei ministri a quelle dichiarazioni per arrivare alla (per lui) più ovvia delle conclusioni, cioè che sarebbero solo manovre politiche. E chi ne conosce bene il carattere, sa che qualsiasi futuro duello legale avrà nel professore un interlocutore ferratissimo in materia procedurale. Un banale quanto probabile ricorso al Tar del Lazio finirebbe col bloccare di fatto la Rai per diverse settimane: proprio mentre la tv pubblica presenta i palinsesti ai clienti pubblicitari a Cannes. Cioè si potrebbe ottenere l’effetto opposto: altro che rimozione dell’ostacolo Petroni sulla via verso la fluidificazione del Consiglio Rai, i tempi si allungherebbero ancora di più. In quanto all’atto deciso ieri dal ministro dell’Economia, per Petroni sarebbe nullo: soprattutto perché, ha fatto capire il professore, nella legge Gasparri tuttora in vigore non esiste lo strumento della revoca e per mandarmi via bisognerà impugnare il codice civile, e quali colpe gravi avrei commesso? Solo aver votato non contro l’ordine del giorno di Petruccioli su un nuovo vertice per Raidue ma per il suo slittamento a dopo la discussione sulle consociate, per di più col parere favorevole del collegio sindacale? Se questa è una colpa... Altro argomento di Petroni è contenuto già in una lettera spedita ad aprile dal presidente della Vigilanza Mario Landolfi proprio a Padoa Schioppa: «La recente pronuncia di parziale illegittimità costituzionale della legge 145 del 2002 testimonia del disfavore con cui l’ordinamento giuridico considera disposizioni normative che legano le nomine dei vertici degli enti pubblici o di interesse pubblico al mutare delle maggioranze di Governo». Gli argomenti di Petroni sarebbero insomma pronti, e numerosi. E lui, naturalmente, resta al suo posto.... Ma non basta. Molti pareri giuridici favorevoli alla posizione di Angelo Maria Petroni sarebbero nelle mani di Giulio Tremonti, grande sostenitore del Professore e probabile co-regista di una possibile strategia di resistenza a viale Mazzini. I suoi colleghi del centrodestra sono già schierati con lui. Marco Staderini («nessuna motivazione legale all’atto di Padoa-Schioppa) e Giuliano Urbani («il meccanismo della revoca non ha fondamento giuridico») sono concordi. Soprattutto Urbani assicura: Petroni «tutelerà i suoi diritti e assumerà i comportamenti del caso». la conferma. La battaglia comincia, chissà quando finirà. Paolo Conti