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 2007  maggio 12 Sabato calendario

Zille Helen

• Johannesburg (Sudafrica) 9 marzo 1951. Politico. Sindaco di Città del Capo • «Donna, bianca, ex giornalista [...] leader della Democratic alliance (Da), il principale partito d’opposizione sudafricano. [...] accusata di essere un “partito di bianchi borghesi”. Lei però respinge quella che chiama una “pessima campagna diffamatoria” da parte dell’African national congress (Anc), la formazione del presidente Thabo Mbeki, che di fatto governa il paese dal 1994, quando con la fine dell’apartheid si tennero le prime elezioni aperte anche alla popolazione nera. Zille è una politica realistica, sa che nella Da l’elettorato di colore è la minoranza, ma è altrettanto consapevole che un partito multietnico nel Sudafrica del 2007 è una scelta obbligata, perché il numero dei consensi neri rappresenta la maggioranza del paese. La sua ricetta è semplice: investire sui cittadini di colore, nonostante nella Democratic alliance non ci siano leader neri e nonostante i suoi consensi ar rivino principalmente dall’elettorato bianco. Perché, nonostante le smentite, è pur vero che quel due per cento rimane un dato troppo basso. Zille si rivolge a quella classe media che sta emergendo tra le file delle popolazioni africane locali che lei conosce bene. Prima di essere eletta sindaco di Città del Capo, capitale legislativa e secondo centro del Sudafrica, è stata giornalista del Rand Daily Mail, quotidiano in lingua inglese di Johannesburg. Nelle sue inchieste denunciava il “pericolo di affidare troppo potere in troppe poche mani”. Un altro punto a favore di Zille è che sa parlare lo Xhosa, il dialetto africano più diffuso nel paese. Come primo cittadino ha disposto anche una serie di progetti per favorire la crescita economica e lo sviluppo sociale dei ghetti, ancora in maggioranza abitati da neri. È il caso del Centro per le scienze e la tecnologia di Khayelitsha, uno dei distretti più poveri della città, messo in piedi per togliere i giovani dalla strada e consentire loro un’istruzione adeguata. Il secondo problema di Zille si chiama Thabo Mbeki, presidente dal 1999 – quando succedette a Nelson Mandela, fu poi riconfermato nel 2004 – e leader dell’African national congress. Nel marzo del 2006, la vittoria di Zille per il posto di sindaco di Città del Capo è arrivata con tre soli voti di vantaggio: 106 alla Da contro i 103 dell’Anc. Secondo alcuni analisti, dalla fine dell’apartheid, nel 1994, nel paese non esiste una vera e propria opposizione e il partito di Mbeki ne è oggi il padrone assoluto. Nelle elezioni del 2004 per il rinnovo dell’Assemblea nazionale ha ottenuto 270 seggi, contro i 50 della formazione guidata da Zille, che comunque si confermò la principale forza d’opposizione. Nel 2009 si voterà per l’altro ramo del Parlamento sudafricano, il Consiglio nazionale delle province, composto da novanta membri, dieci per ogni provincia. È un test elettorale importante perché in gioco c’è la democrazia del paese. [...] L’integerrima Zille, che ha annunciato di non aver intenzione di lasciare la sua carica da sindaco di Città del Capo, potrebbe sottrarre un buon numero di elettori a Mbeki, sempre più vicino a Mugabe e sempre più lontano da Mandela. [...]» (Simona Verrazzo, “Sudafrica” 8/5/2007).