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 2007  maggio 12 Sabato calendario

RamosHorta Jose

• Dili (Timor Est) 26 dicembre 1949. Politico. Premio Nobel per la pace 1996. Dal 2007 presidente di Timor Est • «[...] non è soltanto un premio Nobel per la Pace arrivato fino alla presidenza nella nazione per cui si è battuto. È un uomo che è passato sia per la lotta armata sia per la mediazione diplomatica. È un personaggio che si sa muovere bene nella politica di Timor, quella ufficiale cominciata [...] con l’indipendenza e quella non ufficiale sotto le truppe indonesiane. Sente molto il tema dell’oppressione antidemocratica, e paragona il suo paese all’Iraq e all’Afghanistan. Negli Stati Uniti che liberano con i soldati Baghdad da Saddam Hussein e Kabul dai Talebani, lui rivede l’International force for East Timor (Interfet) che nel settembre 1999 fece altrettanto a Dili, dove spadroneggiavano i soldati del generale Suharto. Il legame con l’America è ancora forte. Ramos-Horta non dimentica l’appoggio con cui Washington ha sempre sostenuto il movimento di opposizione all’autorità di Jakarta che ha ottenuto il referendum popolare che ha sancito la nascita del nuovo stato. Il contingente statunitense di Interfet era il più numeroso, dopo quello delle vicinissime Australia e Nuova Zelanda. [...] Timor Est, con la sua indipendenza, è riuscita ad avere la meglio sull’Indonesia, il paese musulmano più popoloso del mondo e culla del gruppo terroristico islamico più importante della regione, la Jemaah Islamiya. La religione, nella lotta di liberazione dall’Indonesia, è stata un fattore di primaria importanza perché Timor Est, assieme alle Filippine, è l’unico paese asiatico a maggioranza cristiana. La carriera di Ramos-Horta è andata di pari passo con le vicende della piccola isola. È un guerrigliero per vocazione, che prima degli indonesiani ha combattuto i portoghesi quando Timor Est era ancora una colonia lusitana. Gli costò due anni di esilio in Mozambico (l’ex Africa orientale portoghese) all’inizio degli anni Settanta. Rientrato in patria divenne uno dei leader della guerriglia nazionalista clandestina e con l’arrivo della prima indipendenza, nel 1975, fu nominato a soli 25 anni ministro degli Esteri della “Repubblica democratica di Timor Est”. Tre giorni prima dell’arrivo dei soldati indonesiani lasciò il paese. Nel secondo esilio, durato fino al 1999, Ramos-Horta rappresentò Dili alle Nazioni Unite. Dal Palazzo di vetro fece conoscere a tutto il mondo la situazione del suo paese: uno stato sovrano occupato da un altro, con una guerriglia che provocò 200 mila morti tra il 1976 e il 1981. È questo il merito che gli è valso il Nobel per la Pace. E’ stato capace di attirare l’attenzione dei media e dei leader politici delle grandi potenze su un angolo sperduto di mondo. Ha fatto conoscere Timor Est, la condizione della sua gente, la non democrazia dell’occupazione di Jakarta. Ora il suo nuovo compito è riuscire a mantenere quella democrazia conquistata dopo ventiquattro anni di battaglie, armate e diplomatiche. [...]» (“Il Foglio” 12/5/2007).