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 2007  maggio 12 Sabato calendario

MURPHY Cillian Douglas (Irlanda) 25 maggio 1976. Attore. «Labbra carnose, occhi inquietanti», nel 2002 Danny Boyle gli affida il ruolo di protagonista in 28 giorni dopo, un horror di successo a sorpresa

MURPHY Cillian Douglas (Irlanda) 25 maggio 1976. Attore. «Labbra carnose, occhi inquietanti», nel 2002 Danny Boyle gli affida il ruolo di protagonista in 28 giorni dopo, un horror di successo a sorpresa. Così Murphy viene chiamato a recitare in Ritorno a Cold Mountain e nella Ragazza con l’orecchino di perla. Il trionfo è nel 2005, con Breakfast on Pluto e Batman Begins. Nello stesso anno Murphy è protagonista di Red Eye, thriller di Wes Craven. Nel 2006, la consacrazione come protagonista di Il vento che accarezza l’erba di Loach • «[...] Se avessi finito i miei studi in legge sarei stato più ricco ma sicuramente meno felice [...] Si possono fare film bellissimi con produzioni piccole e indipendenti così come dei meravigliosi film negli studi di Los Angeles. Sento dire a un sacco di attori ”non andrei mai a Hollywood a vendermi”. Ma se il progetto è valido, il regista è bravo e la sceneggiatura avvincente, mi chiedo io, perché dire no? [...] Il cinema e il teatro mi piacciono da quando ero un bambino. A 17 anni ho cominciato a studiare legge, ma nei successivi 18 mesi ho realizzato che quello di cui avevo bisogno era un pubblico, qualcuno che stesse a guardarmi e ad ascoltarmi. Allora ho preso a girare come un matto per club e pub. Ben presto la carriera di attore si profilò per me come l’unica vera chance da seguire. Sì, forse la voglia di trasformarsi ha contribuito a farmi prendere la decisione di diventare attore. Ma in primo luogo è stata decisiva la scoperta della pura gioia di recitare [...] Christian Bale à stato il miglior Batman di tutti i tempi; e interpretare il suo avversario è stata l’esperienza più divertente della mia vita. Ma se ho accettato la parte è stato solo per lavorare con un bravissimo regista come Christopher Nolan [...] Loach lavora senza sceneggiatura, improvvisa moltissimo e ha sempre le intuizioni giuste su come rappresentare un personaggio o una situazione. Per questo gli attori con lui si sentono liberi, senza pose intellettualistiche [...] facile mantenere una vita normale, non diversa da quella che si conduceva prima di fare questo mestiere. Basta volerlo [...] Se ci si comporta come una celebrità è ovvio che si verrà trattati come tali; e siccome io mi comporto semplicemente come un attore, vengo trattato come un attore. Niente di più e niente di meno. un’equazione molto semplice. Il mio collega Colin Farrell ha una vita assolutamente pubblica e la stampa fa i salti mortali per cercare di scoprire cosa nasconda in realtà. Ecco, mi considero molto bravo in questo: nel riuscire a far apparire la mia vita privata il meno interessante possibile» (Simone Porrovecchio, ”L’espresso” 17/5/2007).