Varie, 12 maggio 2007
BARGONE
BARGONE Antonio Brindisi 8 luglio 1947. Avvocato. Politico. Sottosegretario di stato ai Lavori pubblici Nel Prodi I, D’Alema I e II, Amato II (’96-2001) • «[...] eminentissimo dalemiano dei tempi d’oro, l’uomo che unì le sorti di Massimo con quelle di Antonio Di Pietro [...] quella di Bargone è una vicenda particolare. Certo, lui non era parlamentare (nel ”96 non fu rieletto nel collegio maggioritario di Brindisi, nel ”94 ce l’aveva fatto nel proporzionale), ma [...] è stato (anche dalla sua postazione di sottosegretario) uno dei diessini più strettamente collegati con D’Alema. Quasi si somigliavano fisicamente, il leader e il viceministro: stessi capelli sale e pepe, stessi baffi pepe e sale. [...] stato parlamentare per una decina di anni e sottosegretario per cinque, Antonio Bargone. Tra le altre cose, anche vicepresidente della commissione Giustizia, fino al ”92, e per molti anni membro dell’Antimafia. Un giustizialista, accusavano alcuni. ”Sì, in passato me lo sono sentito dire – replica e rettifica – ma ingiustamente, perché non lo sono. E comunque a un certo punto scelsi la commissione Lavori pubblici per uscire da quel club molto chiuso, in cui le cose si vedevano con un’ottica particolare”. Ma gli onori della cronaca gli toccarono soprattutto quando convinse il suo ministro pro-tempore, Antonio Di Pietro, a scendere in campo con l’Ulivo, dopo il famoso incontro a casa del segretario di D’Alema, Nicola La Torre (che peraltro, assente, si limitò solo a mettere a disposizione la magione). ”La facemmo lì perché non sapevo dove farla. Ma quello non fu il primo incontro – rivela Bargone – ce n’erano stati anche altri a casa mia”. [...]”) (’Il Foglio” 15/4/2001).