Nova Il Sole 24 Ore 10/05/2007, pag.3 Francesca Cerati, 10 maggio 2007
Se genetica fa rima con cibernetica. Nova Il Sole 24 Ore 10 maggio 2007. Con il vestito bionico ha gettato un ponte tra il mondo reale e quello della fantascienza, con l’obiettivo di aiutare disabili e anziani con problemi di deambulazione
Se genetica fa rima con cibernetica. Nova Il Sole 24 Ore 10 maggio 2007. Con il vestito bionico ha gettato un ponte tra il mondo reale e quello della fantascienza, con l’obiettivo di aiutare disabili e anziani con problemi di deambulazione. Nato a Okayama alla fine degli anni ’50, il cibernetico giapponese dell’università di Tsukuba, Yoshiyuki Sankai, è il padre di Hal (un omaggio al cervellone elettronico di Stanley Kubrick?), un robot da indossare che può aiutare ad assumere la posizione eretta e camminare, amplificando anche la forza dei movimenti degli arti. La passione di Sankai per i robot nasce da bambino con la lettura di romanzi, quella per la medicina nei laboratori della scuola elementare dove faceva esperimenti sulle rane. Ma alla fine, pur dedicandosi alle tecnologie mediche, si laurea in ingegneria. La sua speranza è trovare un sistema capace di mettere in comunicazione macchina e impulsi nervosi cerebrali. Nasce così Hal 3, un esoscheletro di metallo con comando a motore che può essere assicurato con delle cinghie alle gambe per aiutare e potenziare il loro movimento. Uno zaino contiene un computer con un collegamento wireless, mentre le batterie sono su una cintura. Questo sistema bio-cibernetico utilizza i sensori bioelettrici fissati sulle gambe per monitorare i segnali trasmessi dal cervello ai muscoli: il sistema si attiva automaticamente una volta che l’utente comincia muoversi. Nel 2005 sono stati presentati altri due prototipi (Hal 4 e 5), che hanno una parte superiore per aiutare le braccia, sono molto meno ingombranti e più leggeri. Ha cominciato le sue ricerche studiando il sistema immunitario e il midollo osseo, per approdare all’oncologia pediatrica e ai trapianti di midollo. Civin Curt, docente alla Johns Hopkins, titolare di nove brevetti e oltre 135 pubblicazioni, nel 1984 fa una scoperta sensazionale: l’anticorpo monoclonale Cd34, con il quale è stato possibile identificare, isolare e raccogliere per la prima volta le cellule staminali emopoietiche. L’anticorpo è infatti in grado di bloccare selettivamente queste cellule, localizzate nel midollo osseo, permettendo così di abbreviare i tempi di recupero dei pazienti sottoposti a chemioterapia ad alto dosaggio. Civin, però, ha inventato anche un procedimento che può purificare le cellule su vasta scala, dividendo le staminali dalle cellule mature. Gli studi clinici sono iniziati nel 1990 e da allora più di 10mila pazienti hanno ricevuto trapianti di cellule staminali purificate attraverso gli anticorpi monoclonali di Civin. Il suo procedimento è inoltre utile per trasformare le staminali in bersagli nella terapia genica, aprendo nuove frontiere diagnostiche e terapeutiche. Quale delle due invenzioni è stata brevettata prima? - Vestito bionico 1997 - Ricerca sulle cellule staminali 1996 Francesca Cerati