Luca Veronese, Il Sole-24 Ore 9/5/2007, pag.22, 9 maggio 2007
Doping. Dopo aver manifestato l’intenzione di collaborare con il Coni per sconfiggere il doping, il vincitore del Giro d’Italia dell’anno scorso, Ivan Basso, l’8 maggio, in conferenza stampa, alla presenza del suo avvocato, si è limitato a dichiarare: "Non ho mai assunto sostanze dopanti e non ho mai fatto emotrasfusione
Doping. Dopo aver manifestato l’intenzione di collaborare con il Coni per sconfiggere il doping, il vincitore del Giro d’Italia dell’anno scorso, Ivan Basso, l’8 maggio, in conferenza stampa, alla presenza del suo avvocato, si è limitato a dichiarare: "Non ho mai assunto sostanze dopanti e non ho mai fatto emotrasfusione. Non sono a conoscenza di altri corridori che lo abbiano fatto. Ho ammesso il tentativo di doping in vista del Tour e sono pronto a scontare la mia pena. Ho sempre vinto in modo pulito e intendo tornare a correre dopo aver scontato la mia squalifica. Non ho niente di cui vergognarmi. Ho chiesto scusa e basta". Nessun atto di pentimento, dunque, ma solo un tentativo di recupero d’immagine dopo che alla Giustizia sportiva italiana, che ha avviato le indagini un anno fa, sono arrivati dalla Spagna i riscontri rilevati nel corso dell’Operacio Puerto: sacche di sangue "arricchito" dell’atleta varesino in vista del Tour de France del 2006. Secondo il dossier di Libera e della Wada, l’agenzia mondiale antidoping, in Italia più di mezzo milione di persone fanno uso di sostanze dopanti, per un giro d’affari di circa 600 milioni di euro all’anno (tra anabolizzanti, diuretici, stimolanti, epo, ormoni e altre sostanze comprate come farmaci o integratori in modo legale, o acquistate sul mercato nero). Paolo Gradnik, presidente di Federfarma Milano: "Si tratta spesso di farmaci per gravi malattie, come l’epo, usato contro i tumori, o l’ormone della crescita contro il nanismo, che vengono acquistati con ricette e timbri falsi: in questo caso si tratta di farmaci regolari che escono dal mercato legale. C’è poi il mercato nero, alimentato da sostanze irregolari prodotte spesso in ogni angolo del mondo: in questo caso il rischio è doppio perché riguarda l’abuso e anche la qualità scadente del farmaco". Alcuni, poi, per aumentare velocemente la massa muscolare, ricorrono al fai da te, mescolando integratori o prodotti, autorizzati e non soggetti a ricetta (amminoacidi, carnetina, vitamine), che mescolati diventano pericolosi. I traffici delle sostanze dopanti coinvolgono le mafie di tutto il mondo e diversi canali, internet compreso. Le categorie sportive minori ricorrono per lo più ad anabolizzanti, acquistandoli da pusher sul mercato nero, che spacciano nei circuiti delle palestre. Costo di una cura di anabolizzanti: 600 euro (in un anno vengono fatte mediamente tre cure). Costo di una cura a base di ormone della crescita prima di una gara: 100 euro al giorno, per almeno dieci giorni di fila.