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 2007  maggio 11 Venerdì calendario

UdvarHazy StevenFerencz

• Budapest (Ungheria) 1946. Imprenditore. Uno degli uomini più potenti nell’aeronautica civile • «[...] Quando la sua famiglia arrivò negli Usa era povera e viveva del magro stipendio di commessa della mamma. Oggi Steven possiede la più grande flotta di aerei del mondo: 824 jet, oltre a ordinativi per altri 254. Più di Air France, Lufthansa e British Airways messe insieme [...] A 20 anni era già consulente delle linee aeree, ma era tanto giovane che non si faceva vedere in persona per timore di non essere preso sul serio: ”Mandavo telegrammi, lettere, pacchetti. Io però non comparivo” [...] lui [...] il vero re dell’aria, un uomo tranquillo e riservato che con una frase può far tremare la Boeing e l’Airbus. Eppure solo pochi addetti ai lavori lo sanno, per il semplice fatto che Udvar-Hazy preferisce star dietro le quinte, e dare i suoi velivoli in leasing. Dalla Cathay Pacific, all’AirMexico, all’Air Canada, quasi tutte le grandi linee hanno aerei suoi. Udvar-Hazy e la moglie Christine sono famosi per il loro lavoro di beneficenza, e per il generoso regalo di 65 milioni di dollari alla Smithsonian Institution per l’apertura di un Museo dell’Aria dello Spazio. All’81esimo posto fra i più ricchi d’America, Steven e Christine sono raramente nelle pagine dei pettegolezzi. E tuttavia le vicende umane di Steven sono avvincenti: la passione per gli aerei gli venne durante l’infanzia, nella cupa atmosfera dell’Ungheria comunista. ”Gli aerei mi sembravano l’ala della libertà” [...] Il padre, Erno, un chirurgo che aveva perso tutto durante l’occupazione nazista, capì che il suo Paese rischiava un’altra invasione e poco prima dell’arrivo dei carri armati sovietici riuscì a emigrare in Svezia e da lì, nel 1958, negli Stati Uniti. E negli Usa gli Udvar-Hazy si rifecero una vita, mentre Steven lavorava come bagnino e a lavare automobili per risparmiare e pagarsi il brevetto di pilota di aereo. A 18 anni, da solo per la prima volta dietro una cloche, si sentì ”finalmente libero”. Da allora, la sua è una tipica storia americana di un self made man. L’apertura a 20 anni dell’altisonante Airline System Research Consultants, un’azienda formata solo di lui stesso, fu il grande balzo. Steven riuscì a diventare consulente della AirLingus, convincendo la linea aerea irlandese che aveva un parco aerei troppo variato e per questo troppo costoso (la Airlingus è ancora sua cliente.) Da allora, Udvar-Hazy ha scelto il campo del leasing: le linee possono così avere aerei nuovi, e non indebitarsi troppo a lungo, mentre lui ottiene sconti enormi dalle case costruttrici con i suoi grossi ordini. Tanto è ascoltato, che la Boeing e la Airbus sono pronte a cambiare i disegni degli aerei se lui fa qualche critica. Già dai primi anni 90 le ha spinte a trovare motori che risparmino carburante e richiedano meno manutenzione. Per il futuro si dice che consigli aerei di leghe plastiche, leggeri, sicuri, economici. Aerei adatti a un mondo sempre in viaggio, ma anche in lotta contro l’inquinamento» (Anna Guaita, ”Il Messaggero” 11/5/2007).