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 2007  maggio 11 Venerdì calendario

Ma i lettori italiani sono in lieve crescita. La Repubblica 11 maggio 2007. Torino. Venti milioni e 300 mila italiani non leggono nemmeno un libro all´anno

Ma i lettori italiani sono in lieve crescita. La Repubblica 11 maggio 2007. Torino. Venti milioni e 300 mila italiani non leggono nemmeno un libro all´anno. Non lo hanno fatto nel 2006, è presumibile che in precedenza le cose siano andate così. In compenso, a modesta e parziale consolazione, negli ultimi dodici mesi il 60,5 per cento della popolazione, dagli anni verdi (sei anni) in avanti, ne ha letto almeno uno: per gli amanti dei numeri, si tratta di 33 milioni e 35 mila persone. Insomma, nonostante tutto, eppur qualcosa si legge. E sono persino in lieve crescita, ma costante, i lettori nel nostro Paese. I dati sono stati forniti ieri dall´Istat, l´Istituto nazionale di statistica, che oggi presenta alla Fiera di Torino la sua ricerca nel corso del convegno «Essere lettori nel XXI secolo». A leggere di più sono in prevalenza le donne, il 65 per cento rispetto al 55,8 per cento degli uomini. E si legge soprattutto nel Nord-Ovest (67,5 per cento) e nel Nord-Est (66,9 per cento), mentre il Sud è a quota 50 per cento. Nel mezzo si colloca il Centro-Italia, con il 62,3 per cento. La città che primeggia è Trento (73,9 per cento di lettori), seguita da Bolzano e dalla Valle d´Aosta, dal Friuli-Venezia Giulia e dalla Lombardia. Fanalini di coda, invece, sono la Basilicata, la Calabria e la Sicilia. Il Mezzogiorno, inoltre, fa registrare la percentuale più alta di famiglie che non hanno in casa nemmeno un libro: 19,2 per cento nel Sud e 18,2 per cento nelle Isole. Al Centro-Nord non si arriva al 10 per cento. Ma perché non si legge? Posto che i non lettori sono principalmente di sesso maschile, il 41,6 per cento in confronto al 32,7 per cento femminile, le motivazioni riguardano la mancanza di tempo libero, la predilezione per altri svaghi, i problemi di vista e di salute, l´età anziana, la stanchezza da lavoro. Tuttavia, nota l´Istat, «rimane significativo il fatto che l´8,3 per cento di chi non legge, pari a un milione e 700 mila persone, dichiara come ragione di non lettura il non sapere leggere o il leggere male». In ogni caso, i libri maggiormente letti nel tempo libero sono i romanzi (51,4 per cento), poi quelli per la casa, i gialli e i noir, le guide turistiche, i libri umoristici e i saggi di scienze sociali e umane. Lo scenario, in definitiva, è sempre il solito, piuttosto fosco, pur con quelle piccole oscillazioni in positivo. Rispetto al 2000, è vero, «cresce l´assiduità alla lettura», però «diminuisce il numero di libri letti e aumentano i lettori deboli».