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 2007  maggio 11 Venerdì calendario

Una vita all´ombra del premier dopo tredici anni, tocca a Brown. La Repubblica 11 maggio 2007. Londra

Una vita all´ombra del premier dopo tredici anni, tocca a Brown. La Repubblica 11 maggio 2007. Londra. Sono dieci anni che aspetta, anzi tredici: nel 1994, quando Tony Blair fu eletto leader del Partito laburista, Gordon Brown pensava che l´incarico dovesse toccare a lui. Ma si fece a malincuore da parte, convinto che il più giovane e telegenico collega avesse migliori possibilità di diventare premier. Dal ”97, quando Blair entrò a Downing street, Brown è cancelliere dello Scacchiere, ovvero ministro delle Finanze: il merito di un decennio di boom economico, nel Regno Unito, è in larga misura suo. In base a un presunto patto mai del tutto confermato o smentito, Brown si aspettava che Blair gli cedesse la premiership dopo uno o due mandati: invece ha dovuto attenderne due e mezzo. Insomma, è una vita che aspetta: e ora, con le dimissioni formali di Blair da leader del Labour, la sua ambizione sta finalmente per realizzarsi. Nelle prossime sei settimane il partito condurrà una consultazione nazionale per scegliere il nuovo leader: non ci sono altre candidature di rilievo, e Brown è certo della nomina. E poiché in base alla legge inglese il capo del partito di maggioranza è automaticamente capo del governo, quando diventerà leader del Labour sarà anche leader del paese. Il calendario è dunque fissato: il 27 giugno Blair consegnerà l´incarico alla regina Elisabetta, lo stesso giorno, o il seguente, la regina lo darà a Brown. Il quale, fino ad allora, avrà sette settimane per preparare governo e strategia. Un´impresa seria, perché su di lui ci sono forti dubbi: a 56 anni d´età è un volto vecchio, al potere da un decennio, senza il carisma di Blair, battuto nettamente nei sondaggi dal 41enne leader dei conservatori David Cameron. La sua fortuna è che le prossime elezioni saranno nel 2009 o 2010: ha tempo per recuperare e dimostrarsi vincente, ma deve sbrigarsi. Le indiscrezioni dicono che ha un piano in tre mosse. Uno: un governo di facce nuove, ministri quarantenni come David Milliband, cui potrebbe andare il portafoglio degli Esteri. Due: fare di più per ridurre il crescente gap ricchi-poveri, che è stato l´altra faccia (meno suadente) del blairismo. Tre: prendere le distanze da Blair sull´Iraq, ammettendo che la guerra è stata un errore e promuovendo il multilateralismo in politica estera, come gli consiglia Anthony Giddens, guru della «Terza Via», nel suo nuovo libro, «Over to you, Mr. Brown». Proprio così: tocca a lei, mister Brown, il suo sogno di fare il primo ministro sta per diventare realtà. Purché non si sia realizzato troppo tardi. Enrico Franceschini