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 2007  maggio 11 Venerdì calendario

Gli indagati in libertà, Rignano si divide Festa per le maestre. L’ira delle mamme. Corriere della Sera 11 maggio 2007

Gli indagati in libertà, Rignano si divide Festa per le maestre. L’ira delle mamme. Corriere della Sera 11 maggio 2007. Roma. Tutti liberi. Il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare con la quale il gip di Tivoli Elvira Tamburelli aveva disposto gli arresti per le presunte violenze sui bimbi della materna di Rignano Flaminio: le maestre Silvana Magalotti, Marisa Pucci e Patrizia Del Meglio, il marito di quest’ultima Gianfranco Scancarello (noto regista televisivo) e il cingalese Kelum De Silva hanno lasciato Rebibbia ieri pomeriggio. L’immigrato, però, è stato rinchiuso nel Centro di permanenza temporanea di Ponte Galeria: non aveva il permesso di soggiorno e su di lui pende un provvedimento d’espulsione dall’Italia. E’ restata invece in una cella del penitenziario la bidella Cristina Lunerti: i giudici esamineranno la sua istanza di scarcerazione mercoledì prossimo. E mentre Franco Coppi, difensore di Scancarello e della moglie, ha espresso la speranza che «questa decisione induca a qualche riflessione sulla tutela della libertà », il legale di due famiglie dei bimbi, Ettore Randazzo, ha sottolineato come il provvedimento «non sia affatto un’assoluzione, ma solo una valutazione sulla legittimità della limitazione della libertà personale degli indagati». Quando si è diffusa la notizia dell’ordinanza del Riesame, sembra adottata dai giudici per mancanza di «gravi indizi», a Rignano Flaminio sono cominciati i festeggiamenti di tutti coloro che erano dalla parte degli arrestati. Con un piccolo giallo: le campane della chiesa dei santi Anastasio e Vincenzo hanno cominciato a suonare. Il parroco, don Henry Rocchi, già in prima linea l’altro giorno alla fiaccolata davanti a Rebibbia, si è schermito: «Macché campane a festa, erano per l’inizio della messa», ha detto, suscitando però la rabbia dei genitori dei bimbi della «Olga Rovere» che denunciarono i presunti casi di pedofilia («Lui ha fatto messe per le maestre in carcere, ma non ha mai detto una preghiera per i nostri figli. Vergogna...»). Un paese spaccato in due, Rignano Flaminio. Percorso da odi profondi e pericolosi. Il prefetto Achille Serra, ieri pomeriggio, dopo aver ricevuto il sindaco Ottavio Coletta, ha subito disposto il rafforzamento dei controlli di polizia e carabinieri. Si temono vendette, rappresaglie. Rignano Flaminio è diviso. Separato, ieri, anche fisicamente: la festa in piazza, davanti al municipio, per accogliere le tre maestre liberate, con applausi, striscioni e un tifo da stadio. Dolore e rabbia, invece, dentro una casetta di via Zandonai dove si sono radunati i genitori dei bimbi della «Olga Rovere», convinti ancora come il primo giorno che i figli abbiano subìto abusi terribili: «Così noi saremmo le pazze, quelle che si sono inventate tutto? Le mamme esaurite, divorziate, separate, ex tossicodipendenti e sfasciafamiglie come ci hanno dipinto? Le mamme venute da fuori, da Roma. Ma se siamo tutte rignanesi...». Nella casa di Francesca C. mamme in lacrime e papà furibondi. «Era meglio non presentare nessuna denuncia, meglio farsi giustizia da soli», ringhia Ugo. «Sono già cominciate le telefonate anonime – denuncia una giovane ”. Non sarà facile da domani uscire di casa, ricomincia l’incubo, i nostri figli sono terrorizzati». «Mi hanno già rigato la macchina – aggiunge Antonella ”. Finora ho speso 1.900 euro per mettere gli allarmi in casa e 550 euro per pagare l’assistenza psicologica al mio bambino. Ma temo che il peggio debba ancora arrivare: siamo stati isolati dal resto del paese, emarginati, i nostri figli non vengono neppure più invitati alle feste di compleanno dei loro amichetti...». «Così saremmo pazze? – aggiunge furiosa la mamma della bimba a cui son state trovate tracce di benzodiazepine nei capelli ”. Anche i nostri figli, così, sarebbero dei pazzi... Dunque sognavano a occhi aperti quando ci parlavano delle maestre nude, ci descrivevano le loro abitazioni, quando ci hanno nominato il tatuaggio a forma di scorpione sul basso ventre della bidella Cristina? Quando hanno raccontato della scala rotonda, per uscire dalla scuola senza essere visti? Era la scala a chiocciola che sta sul retro: per fortuna poi sono arrivate le televisioni a mostrarla...». Anche loro vogliono mobilitarsi, organizzare una fiaccolata davanti al Comune. «Andiamo avanti – dice Arianna Di Biagio, vicepresidente dell’Agerif, l’associazione dei genitori, che conta 97 iscritti ”. Qualcuno ha toccato i nostri bambini e deve pagare». Fabrizio Caccia Flavio Haver