A.Cop., Corriere della Sera 10/5/2007, pag.13; Enrico Bonerandi, la Repubblica 10/5/2007, pag. 25, Marcello Foa, il Giornale 10/5/2007, pagina 13., 10 maggio 2007
Nella biografia La femme fatale, scritta dalle giornaliste di Le Monde Raphaelle Bacqué e Ariane Chemin, si legge che tra Ségolène Royal e il compagno François Hollande, segretario del partito socialista francese, l’amore sia finito già da molto tempo
Nella biografia La femme fatale, scritta dalle giornaliste di Le Monde Raphaelle Bacqué e Ariane Chemin, si legge che tra Ségolène Royal e il compagno François Hollande, segretario del partito socialista francese, l’amore sia finito già da molto tempo. I due sono insieme da trent’anni e non si sono mai sposati, ma si dice che abbiano ormai altre relazioni: lui con una socialista in carriera molto nota a Parigi; lei invece intratterrebbe un’amicizia affettuosa con il filosofo Bernard-Henry Lévy. La crisi sentimentale esplose nel 2005: è noto che una sera Hollande era a cena con i suoi due più stretti collaboratori quando ricevette una telefonata. Si appartò per rispondere poi, finito di parlare, chiese scusa ai commensali e se ne andò. I collaboratori pensarono che stesse andando a casa, ma uno di loro dopo pochi minuti fu chiamato dalla Royal che gli chiedeva dove fosse il compagno, introvabile al cellulare spento. Ségolène intuì subito la causa di quella strana assenza. Dice la giornalista Raphaelle Bacqué: «La Royal ha sempre avuto ambizione politica e una vera popolarità. Ma fino a quel momento era rimasta nell’ombra del compagno. In base alla nostra inchiesta, un conflitto coniugale, come ne esistono in molte coppie, l’ha in un certo modo liberata dalle riserve di un tempo. Delusa sul piano privato, ha scelto di andare alla guerra senza più preoccuparsi di François Hollande...» e infatti poi la donna decise di candidarsi all’Eliseo. Ma quando vide che il marito avrebbe preferito Jospin lo minacciò: «Se provi a ostacolare la mia candidatura non vedrai più i tuoi figli». E lui cedette. Proprio durante la campagna elettorale la Royal conobbe Bernard-Henry Lévy, con cui nacque presto una profonda amicizia: lo chamava più volte al giorno e nei momenti di scoramento andava di nascosto nel suo appartamento, a pochi metri dal suo quartier generale a Saint Germain. Il filosofo le faceva coraggio leggendole poesie e in un articolo arrivò a esaltare la sua «sorprendente freschezza» e il suo «lungo, bel collo».