Corriere della Sera 10/05/2007, pag.47 Sergio Romano, 10 maggio 2007
Perché occorre salvare l’Orchestra Verdi. Corriere della Sera 10 maggio 2007. Il Corriere ha pubblicato una lettera di due professori dell’Orchestra Verdi che, anche a nome dei colleghi, segnalavano i gravi problemi finanziari (i componenti dell’orchestra non ricevono lo stipendio da quattro mesi!) dovuti alla scarsità di contributi pubblici
Perché occorre salvare l’Orchestra Verdi. Corriere della Sera 10 maggio 2007. Il Corriere ha pubblicato una lettera di due professori dell’Orchestra Verdi che, anche a nome dei colleghi, segnalavano i gravi problemi finanziari (i componenti dell’orchestra non ricevono lo stipendio da quattro mesi!) dovuti alla scarsità di contributi pubblici. Le sono certamente note la storia della Verdi e il livello artistico raggiunto in circa 12 anni dalla sua fondazione e spero quindi lei convenga che occorre fare di tutto per salvare la Verdi, istituzione culturale che fa onore a Milano e a tutto il Paese. S. Orlando Caro Orlando, dopo la conferenza stampa organizzata negli scorsi giorni dall’Orchestra Giuseppe Verdi abbiamo idee più precise sullo stato dei suoi conti. Sembra che all’inizio del 2006 Rocco Buttiglione, ministro dei Beni culturali nel governo Berlusconi, avesse stanziato un milione di euro che divennero poi, dopo la formazione del governo Prodi, 500.000. Non ne sono sorpreso e non voglio credere che il taglio dello stanziamento iniziale sia dovuto all’insensibilità del nuovo ministro, Francesco Rutelli, per una delle maggiori istituzioni musicali milanesi. La prima Finanziaria del nuovo governo aveva un obiettivo prioritario – la riduzione del deficit – e lo ha perseguito con spietata coerenza. Ma il pagamento è stato bloccato dalla Corte dei Conti, come spiegano i responsabili dell’Orchestra, perché «non è stato allegato alcun giustificativo che spiegasse la drastica riduzione della somma stanziata». una motivazione tecnica e neutrale in cui è persino possibile intravedere una implicita simpatia per le esigenze della Verdi. Ma ha avuto l’effetto di peggiorare ulteriormente i suoi conti. I responsabili dell’Orchestra, d’altro canto, ricordano che lo Stato paga i suoi contributi soltanto dopo avere accertato che l’ente destinatario abbia versato all’Erario i contributi previdenziali per i propri dipendenti. giusto, naturalmente, ma il risultato di questa norma crea un dannato circolo vizioso: per pagare i contributi la Verdi ha bisogno di aiuti pubblici, ma gli aiuti possono entrare nelle sue casse soltanto dopo il pagamento dei contributi. Non è la prima volta che l’Orchestra attraversa una fase difficile. Nel 2003 apprese con piacere che il ministero dei Beni Culturali avrebbe stanziato per due complessi musicali, fra cui la Verdi, la somma complessiva di 2.358.500 euro, ma scoprì di lì a poco che la quota a lei destinata era di soli 252.666 euro. Il direttore musicale di allora, Riccardo Chailly, spiegò che la stagione costava 9 milioni di euro e che «di questi, sei milioni e mezzo li incassiamo con le vendite dei biglietti e da sovvenzioni private». Grosso modo, quindi, con qualche differenza da un anno all’altro, l’Orchestra finanzia con fondi propri i due terzi della sua attività e fa affidamento, per il terzo mancante, sull’aiuto dello Stato. Gli americani adottano spesso per le iniziative culturali la regola dei matching funds: una formula che garantisce un aiuto pubblico pari alla somma raccolta privatamente. L’Orchestra Verdi è ancora più milanese e riesce a fare da sé per i due terzi del proprio fabbisogno. Non vorrei che il ministero dei Beni culturali garantisse aiuti finanziari soprattutto a chi non fa nulla per vivere con le proprie iniziative e con i propri mezzi. Sappiamo che i richiedenti sono molti e i denari pochi, ma lo Stato dovrebbe aiutare chi si aiuta, non quelli che attendono la manna dal cielo. Nel frattempo, in attesa che il ministero, la Regione e il Comune facciano la loro parte, spero che i milanesi diano una mano a risanare i conti della Verdi. una loro istituzione, nata in controtendenza durante anni in cui l’immagine della città sembrava appannata dagli scandali. Hanno il diritto di esserne orgogliosi e il dovere di aiutarla. Sergio Romano