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 2007  maggio 10 Giovedì calendario

Mastella invita il Cavaliere a Telese «Nell’Unione ognuno gioca per sé». Corriere della Sera 10 maggio 2007

Mastella invita il Cavaliere a Telese «Nell’Unione ognuno gioca per sé». Corriere della Sera 10 maggio 2007. Roma. «Visto che Ds e Margherita l’hanno accolto tanto festosamente ai loro congressi, ho pensato di comportarmi allo stesso modo. Perciò ospiterò Berlusconi alla prossima festa di Telese». Più che una promessa, quella di Mastella è una minaccia rivolta agli alleati. Perché i suoi inviti a Ceppaloni non sono mai casuali, anticipano piuttosto la linea politica che il capo dell’Udeur intende tenere. Due anni fa, quando sembrava approssimarsi lo strappo tra l’Udc e il Cavaliere, presentò come ospite d’onore Casini, in vista di un’intesa centrista che poi non andò in porto. Poi fu la volta di Prodi, con cui patteggiò l’alleanza per palazzo Chigi. E se stavolta il Guardasigilli ha deciso di aprire le porte di casa al leader di Forza Italia c’è più di un motivo. Il principale è che non si fida ormai di nessuno nell’Unione, che vede approssimarsi il referendum e cerca una via d’uscita «per sopravvivere a una legge elettorale che ucciderebbe il mio partito». Ma c’è anche un’altra spiegazione: Mastella considera «esaurita» la spinta propulsiva di «questo centrosinistra». E si sta dando un gran da fare per non restarci incastrato. In virtù dei contatti e degli incontri riservati che ha avuto ultimamente, il suo è un punto d’osservazione privilegiato. E il quadro politico che descrive sembra attendibile. «Nell’Unione – esordisce – ognuno pensa a se, e gioca a far fuori gli altri. D’Alema, per esempio, sta facendo di tutto per impedire che Veltroni diventi il leader del Partito democratico: per riuscirci, prima ha puntato su Bersani, ora sulla Finocchiaro. E pensare che il sindaco di Roma sarebbe l’unico in grado di battere il Cavaliere alle prossime elezioni». da tempo che Mastella ha stretto un buon rapporto con l’inquilino del Campidoglio, perciò ha cura a parargli il fianco: «Capisco la prudenza di Veltroni in questa fase. Appena mette la testa fuori, sono pronti a fargli lo scalpo. Un mio amico gli ha parlato all’inizio di questa settimana, e Walter gli ha detto peste e corna su come i suoi compagni stanno mettendo in piedi questo accrocco di Pd». Anche sull’altro versante, quello berlusconiano, il ministro della Giustizia ha informazioni di primissima mano. Segno che l’idea di ospitarlo alla festa di Telese non è frutto di una iniziativa estemporanea. «Il Cavaliere – sostiene Mastella – sta usando il nome della Brambilla come possibile candidata del centrodestra, perché non può usare il nome della Moratti. Lui non riuscirebbe a controllare il sindaco di Milano. Anzi, Berlusconi ha fiutato l’aria di qualche giochino alle sue spalle». Secondo l’esponente centrista sarebbe in atto una «operazione» che terrebbe insieme «un pezzo di Forza Italia, Casini, la Moratti, Monti e altri»: «Certo, Silvio ha i voti. Però fossi in lui gli consiglierei di fare attenzione all’Udc quando si arriverà al voto sul conflitto d’interessi». Il suggerimento pare gliel’abbia dato di persona, ma vista la nuova stagione di dialogo, Mastella ha deciso di bruciare la possibile mossa a sorpresa di Casini. E che sul conflitto di interessi i giochi siano aperti, lo testimonia una frase di Fini: «Non vorrei che al Senato, al momento del voto decisivo, qualcuno si assentasse, qualcun altro si sentisse male, qualche altro ancora si distraesse...». Nel Palazzo, che somiglia ormai a un girone infernale, Mastella indossa i panni del Virgilio. Descrive lo «scontro» tra Ds e Dl sulle nomine Rai, «stanno ai materassi», e racconta come «li abbiamo fregati» in Vigilanza, dove per la presidenza di una sottocommissione è stato eletto a sorpresa un esponente dell’Udeur, Satta, grazie a un accordo tra i partiti piccoli dell’Unione e il Polo: «Non possono pensare di prendersi tutto, quelli del Pd. Imparino a stare al mondo. Eppoi, mica hanno il 40%. Anzi, devono stare attenti». E dato che è in vena di dettagli, il ministro rivela anche le confidenze di un esponente della Margherita, secondo il quale «sul territorio i Ds stanno subendo un’emorragia dopo il congresso a opera di Mussi». «Perché non li lasciate», dice a quel punto sorridendo, e in segno di sfida, al dirigente diellino Villari: «Se vi staccaste dal Pd, la Quercia sarebbe un partito di minoranza persino a sinistra». Mastella è come un sismografo, registra i movimenti sismici che stanno scuotendo l’Unione ma anche il Polo. E lui tiene i sensori in ogni dove. Con Bossi, per esempio, si sente spesso. E per capire quanto è saldo il rapporto con il Carroccio – nel tentativo di contrastare la deriva referendaria – viene utile la battuta del leghista Giorgietti, che ieri alla buvette era tutto un pacche sulle spalle con l’udeur Fabris: «I matrimoni d’interesse sono i più saldi e duraturi». Insomma, dinnanzi al tutti contro tutti, a sinistra come a destra, il Guardasigilli torna a giocare in proprio: «Di D’Alema non mi fido più. Se prima dell’estate non si arriverà a un’intesa sulla legge elettorale, giocheròd’anticipo». La festa di Telese si terrà a settembre, «e per allora ho deciso di ospitare Berlusconi». Mastella continua a dire che stavolta fa sul serio. Francesco Verderami