Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  maggio 09 Mercoledì calendario

OLIVERO

OLIVERO Magda Saluzzo (Cuneo) 25 marzo 1910. Soprano. «[...] uno dei più grandi soprani del Novecento [...] doti eccezionali di natura [...] una tecnica e un’igiene vocale con pochi confronti [...]» (Paolo Isotta, ”Corriere della Sera” 9/5/2007) • «[...] ha studiato durante la sua lunghissima carriera senza smettere: andava da illustri insegnanti (si pensi che uno di questi è stato nientemeno che Luigi Ricci) e si faceva fare un check up della sua voce e della stadio tecnico nel quale si trovava. Il suo repertorio è stato sempre piuttosto ristretto sia per i suoi gusti che per esigenze dei teatri, che le facevano ripetere le stesse Opere nelle quali aveva fatto furore. Ha cantato tutto Puccini, salvo le tre Opere di esordio; è stata, con la Cigna, l’interprete eletta dell’Adriana di Cilea; e poi, La Traviata e il Mefistofele di Boito, da lei cantate in modo sensazionale. La sua tecnica è perfetta e consiste nell’arrivare a dominare la respirazione oltre quel che natura non consenta. ”Il mio sistema d’emissione è quello tradizionale: appoggio sul diaframma, risonanza nelle cavità superiori, gola sciolta, morbida, emissione sul fiato”. Ciò si raggiunge attraverso anni di lungo, snervante studio. Come se fosse facile. In realtà il suo processo interpretativo, che potremmo benissimo chiamare ”alla Stanislavski” e ora sembra sorprendentemente moderno, è quello dell’immedesimazione. La Signora Magda quando affronta un personaggio incomincia dalla parte scenica: studia attentamente il testo a prescindere da come esso è risolto in note e se lo recita da artista di prosa: per inciso ricordiamo che ella non ha mai frequentato accademie di recitazione, bensì di danza classica e composizione musicale; solo quando ella si sente in possesso del personaggio da un punto di vista meramente drammatico, incomincia a fondere questo possesso col risultato della partitura musicale; alla fine di tale studio ella non è più Magda Olivero bensì Violetta, Liù, Adriana, Francesca da Rimini. facile fare il paragone col ”metodo” di studio degli artisti di oggi: i quali per lo più ignorano l’italiano, anche se per avventura italiani siano: questi cantano un’opera intera studiandone alla peggio musica (che dico, musica? Suoni) e parole insieme. nata così la figura del cosiddetto coach, il quale è costretto a insegnare ai singoli cantanti la trama (la trama!) dell’Opera, poi il significato delle singole parole che essi credono di aver messo in voce. Dopo di che, questa diventa per loro l’interpretazione princeps di un personaggio, salvo il loro dimenticare anche ciò come neve che al sol si dissigilla. Dall’alto di quel Si filato che la signora Magda emette completamente distesa su di un pagliericcio ne L’altra notte in fondo al mare dal Mefistofele di Boito, ella li guarda più con pietà che non disprezzo. La signora Magda appartiene già alla Storia» (Paolo Isotta, ”Corriere della Sera” 3/4/2010).