Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, La casta, Rizzoli 2007., 8 maggio 2007
Libro in gocce: Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La casta, Rizzoli 2007. Indennità, assegni e privilegi dei deputati
Libro in gocce: Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La casta, Rizzoli 2007. Indennità, assegni e privilegi dei deputati. 11.703,64 euro mensili di indennità lorda. Diaria di 4.003,11 euro al mese (ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza nelle sedute con votazioni). Contributo per collaboratori e rapporto con gli elettori: 4.190 euro (per 12 mesi). Assegno vitalizio: a 65 anni dal 25 all’80 per cento dell’indennità. Pedaggi autostradale gratis in Italia, treni, traghetti e voli gratuiti in Italia. Spese per il trasferimenti per andare a lavorare: 3.323,70 euro (dimezzato per gli eletti nel collegio del Lazio). Trasferimento dalla residenza per chi dista più di 100 chilometri dall’aeroporto più vicino: 3.995,10 euro. Rimborso annuale per viaggi all’estero: 3.100 euro. Assistenza sanitaria integrativa. Barberia a prezzi scontati (gratuita per i senatori). Ingresso libero in cinema e teatri. Assicurazione contro il furto di oggetti nei locali delle Camere. Conto corrente presso l’Agenzia del Banco di Napoli alla Camera senza spese e con interesse del 3,30% lordo annuo. Ristoranti. Al ristorante del Senato la ”lasagnetta al ragù bianco e scamorza affumicata” costa 1 euro e 59 centesimi. La ”cernia fritta dorata” 3,53; le ”cipolline glassate” o i ”broccoli calabresi all’agro” 1,42; una macedonia 75 centesimi, il pane 52. Computer. Nella XIV legislatura a ogni deputato fu dato un computer portatile, che poi poteva acquistare versando la cifra simbolica di un euro. Francesco Colucci, decano del Collegio dei questori, ne approfittò per prendersi 21 portatili. Valige. Per il Natale 2006 i senatori si sono regalati sontuose valige a rotelle di pelle chiara, marca Bric’s, modello Iata linea Life Pelle. Prezzo di listino: 719 euro. Esclusa la spesa per far incidere su ogni valigia le iniziali del parlamentare a cui era destinata. Medici. Alla Camera fino all’autunno del 2006 c’erano tre medici fissi. Tutti insieme costavano 750.000 euro l’anno, cioè almeno quanto 10 primari ospedalieri messi insieme. I questori di Montecitorio hanno deciso di sbarazzarsene per varare una convenzione con i medici del Policlinico Gemelli. Per lasciare il posto, però, due dei tre medici hanno ottenuto una buonuscita da 1.250.000 euro a testa. Il terzo, nonostante la ricca offerta, ha rinunciato ed è rimasto a Montecitorio. Affitti/1. Sergio Scarpellini, con la sua società ”Milano 90”, è il proprietario di quattro palazzi nel cuore di Roma presi in affitto dalla Camera per 9 anni più altri nove. Nel 1997 Scarpellini concordò anche la fornitura di un pacchetto ”tutto compreso”: avrebbe garantito ai deputati una serie di servizi accessori come sorveglianza, informazioni al pubblico, distribuzione della posta interna ed esterna, pulizia, caffetteria e servizio ai piani. Il tutto, tra affitto e servizi, per un totale, nel 2006, di 36.261.318,24 euro. Scarpellini ha messo a punto un analogo contratto anche con il Senato, affittandogli per 3 milioni di euro l’anno l’ex hotel Bologna. Oltre a ciò gestisce anche il ristorante e due bar nel complesso Marini, la buvette del Quirinale, la buvette e il ristorante sulla terrazza di palazzo San Macuto di proprietà della Camera. Da questi punti di ristoro ricava circa due milioni e mezzo di euro l’anno. Affitti/2. La scelta dell’affitto degli immobili di Scarpellini per meno di un ventennio, al canone attuale, costerà alla fine 652.703.728,32 euro, di cui 444 milioni di sola locazione. Secondo il Borsino Immobiliare Confedilizia la cifra avrebbe consentito nel 2006 l’acquisto in pieno centro di Roma di edifici ristrutturati per oltre 63.000 metri quadrati. Traslochi. Camera e Senato nel 1948 occupavano 4 edifici. Oggi ne hanno una trentina. Per i traslochi dall’uno all’altro (ogni volta che un gruppo parlamentare, una commissione o un singolo senatore cambia stanza) il Senato ha speso, nel 2006, 1.275.000 euro. La Camera 1.255.000 euro. Tunnel. Qualche anno fa fu approvato il progetto per costruire un tunnel che unisse Montecitorio a Palazzo Theodoli-Bianchelli, distante poche decine di metri. Lo stanziamento previsto era di 5.220.000 euro, quasi il triplo di quanto costò a metro l’Eurotunnel sotto la Manica. Siccome la faccenda finì sui giornali con parecchie proteste e critiche, il progetto fu abbandonato. Quirinale. Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi nel 2001 ordinò un rapporto su quanti fossero i dipendenti del Quirinale. Al 31 agosto 2000 risultavano in servizio 931 persone più 928 avuti "per distacco", per un totale di 1859 addetti. Tra questi 274 corazzieri, 254 carabinieri (di cui 109 a Castelporziano), 213 poliziotti, 77 finanzieri, 21 vigili urbani, 16 guardie forestali. Il solo gabinetto del segretario Gaetano Gifuni era composto da 63 persone. Il servizio ”Tenute e Giardini” da 115, fra cui 29 giardinieri e 46 addetti a varie mansioni. Poi: 59 addetti alla manutenzione dei palazzi. Tra questi 6 restauratrici al laboratorio degli arazzi, 30 operai, 6 tappezzieri, 2 orologiai, 3 ebanisti e 2 doratori. Della posta si occupavano 14 persone, nell’autorimessa c’erano 45 autisti, in cucina 37 tra cuochi (11) e camerieri (26). Da allora i dipendenti sono aumentati, diventando in totale 2158. All’Eliseo, in Francia, ci sono circa 1000 addetti. Altrettante occorrono per mandare avanti Buckingham Palace e le varie residenze dei reali inglesi (Kensington Palace, Saint James Palace, Clarence House e Marlborough House, Hampton Court, il castello e il parco di Windsor), comprese le forze armate per la sicurezza della regina. Indennità. Il Quirinale costava, nel 1997, 117.235.000 euro. Dopo dieci anni è arrivato a 224 milioni, più altri 11 che arrivano al Colle da "entrate proprie quali gli interessi attivi sui depositi e le ritenute presidenziali". L’indennità del capo dello Stato in tutti questi anni non è aumentata, anzi. Calcolato in euro attuali, lo stipendio di Giuseppe Saragat (1965) era di 254.662, quello di Francesco Cossiga 210.435 nel 1985 e 185.076 a fine mandato (1992), di Scalfaro 210.770 (1996), Ciampi (per tutto il settennato) 218.407: anche per Napolitano la stessa cifra. Aerei. La flotta aerea del Consiglio dei ministri è composta da tre Airbus, tre Falcon 900 Ex, due Falcon 900 Easy, due Falcon 50, due elicotteri Augusta Sh3d. Poi il governo ha a disposizione anche i velivoli della Cai (Compagnia aeronautica italiana dei servizi segreti): quattro in tutto. Nel 2005 però fu firmato un contratto con la società Servizi aerei dell’Eni e uno con la Eurofly Service di Torino. Spese totali: 50 milioni per la flotta, 11.500.000 per quelli della Cai, 1.900.000 per gli aerei dell’Eni e 2.100.000 per quelli Eurofly. Campania. Le autoblu di Palazzo Chigi nel 2005 erano 115 (per una spesa di 2.152.000 euro: più del doppio rispetto al 2001), 37 alla Camera, migliaia sparse per regioni e province. Per esempio la Campania ha speso 2.120.000 euro nel 2004 per la gestione dell’intero parco automezzi e le tessere Viacard con servizio Telepass. Veneto. Nel gennaio 2007 il governatore del Veneto Giancarlo Galan e i suoi 12 assessori hanno eliminato le 15 Lancia Thesis 2400 Turbodiesel, per chiedere auto nuove. Non potendo scegliere la marca, hanno indicato con estrema precisione le caratteristiche desiderate: 13 "grandi berline" con cilindrata "3000 c.c. circa" e "alimentazione diesel" e "trazione integrale", "lunghezza non inferiore a 480 cm" e "larghezza non inferiore a 180 cm". Poi, "a pena di esclusione dalla gara", il navigatore satellitare, "la selleria in pelle, il climatizzatore automatico, i sensori di parcheggio, la presa accendisigari posti posteriori", "cristalli laterali e lunotti scuri" e "tendina parasole sul lunotto posteriore". Siccome i quotidiani hanno fatto uscire la notizia, con conseguente strascico di polemiche, alla fine gli amministratori veneti si sono accontentati di 11 macchine anziché 13. Scorte. Da tempo tutti dicono di voler diminuire le scorte, presentando sempre numeri che si contraddicono. Nel 1994 Roberto Maroni disse che 160 politici avevano la scorta, ma che avrebbero dovuto rinunciarci in tanti. Nel 1999 il quotidiano l’Unità plaudiva al governo D’Alema per averle dimezzate in tre anni: da 417 a 282. Però nel Duemila la relazione annuale al Parlamento contava 3798 agenti impegnati in 771 scorte. Nel 2001 il ministro dell’Interno Claudio Scajola denunciava che gli uomini delle scorte erano più di 6000, per un costo superiore ai 1100 miliardi di lire. Stando alla relazione di Giuseppe Pisanu nel 2005 le scorte erano 732 (delle quali 95 per i politici). I dati di gennaio 2007 dicono che adesso gli scortati sono 654, che sono stati recuperati 424 poliziotti e carabinieri, che i politici protetti sono scesi da 112 a 84.