Aldo Grasso, Magazine 3/5/2007, pag. 12, 3 maggio 2007
«Difficile spiegare il successo dei libri di Moccia ma è ancora più difficile capire lo straripante fenomeno dei lucchetti dell’amore: è ben strano che oggi due ragazzi, come succedeva nelle commedie degli anni 50, sentano il bisogno di giurarsi amore eterno con un gesto così poco tecnologico
«Difficile spiegare il successo dei libri di Moccia ma è ancora più difficile capire lo straripante fenomeno dei lucchetti dell’amore: è ben strano che oggi due ragazzi, come succedeva nelle commedie degli anni 50, sentano il bisogno di giurarsi amore eterno con un gesto così poco tecnologico. Il lucchetto dell’amore appartiene alla cultura dei soldati di leva, delle servette venete che si trasferivano a Roma, del neorealismo rosa. Più volte i sociologi e gli educatori si sono mostrati preoccupati perché, al tempo di Internet e dei telefonini, i rapporti fra i giovani rischiano di trasformarsi in legame virtuale, in contatti irreali, rischiano di alimentare una sorta di ”seconda vita” che ha perso ogni dimensione tangibile, fisica, affettiva. e invece, alla faccia di Internet, esplode la moda del giurarsi amore tramite un negozio di ferramenta e i lampioni di un ponte rischiano di crollare sotto il peso della ferraglia. Più volte siamo stati invitati a riflettere sulla ”Mtv generation” (proprio in questi giorni Mtv festeggia i suoi primi dieci anni in Italia) e non ci siamo accorti che siamo ancora fermi alla catena, alla ”Padlock generation”, alla generazione del lucchetto descritta da Federico Moccia ed esaltata da Walter Veltroni» (Aldo Grasso).