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 2007  maggio 08 Martedì calendario

Il volo dell´artista nudo. la Repubblica 8 maggio 2007. "Venne quel grande, come il grande augello / ond´ebbe nome; e a l´umile paese / sopra volando, fulvo irrequieto / ”Italia Italia´ egli gridava

Il volo dell´artista nudo. la Repubblica 8 maggio 2007. "Venne quel grande, come il grande augello / ond´ebbe nome; e a l´umile paese / sopra volando, fulvo irrequieto / ”Italia Italia´ egli gridava...". E´ improbabile che l´artista polacco Pawel Althamer avesse in mente i versi di Piemonte in cui Giosuè Carducci fa trasvolare Vittorio Alfieri sui cieli della sua regione. Ma di fatto il suo pupazzone-mongolfiera-autoritratto che, intitolato Balloon, ora incombe sul Parco Sempione, mette in scena la stessa situazione immaginata dal poeta, in quei versi che ci riportano agli anni scolastici e, molto più lietamente, al ricordo della loro stupenda dizione quasi dialettale da parte di Felice Andreasi. Un´artista in volo sulla città. Poco da dirne, tutto sommato, e meno divertente del grosso maiale volante fotografato su Londra dai Pink Floyd per la copertina del loro Animals. L´autoritratto lungo ventuno metri propone la visione dell´artista come mamma l´ha fatto, ivi compreso il fallo e ciò che lo circonda. Flaubert, nel suo dizionario dei luoghi comuni, alla voce "erezione" commentava: "termine usato solo a proposito dei monumenti": ecco, in questo caso escluderemmo anche questa accezione. Il lettore lo ha già indovinato, certi meccanismi sono inesorabili: la preoccupazione è per l´effetto che le artistiche ma impudenti pudenda avranno sui bambini, gli innocenti bambini che al parco Sempione fanno decorrere la loro infanzia. Soffochiamo gli sbadigli che l´entusiasmo per questi intriganti circuiti di provocazione e reazione ci comporta: e ricordiamoci che la fattispecie era già stata immaginata da un milanese che al Parco Sempione andava a giocarci da bambino. Parliamo di Carlo Emilio Gadda, che intervistato da Alberto Arbasino commentava proprio quei versi di Carducci: "Un individuo che vola sopra di noi ci dà fisicamente la sensazione che ci possa lasciar cadere qualche cosa sulla testa: che so, un sasso, una bomba". Non c´è spazio qui per approfondire i turbamenti che giustificavano i timori gaddiani, e che rischi avesse incontrato da bambino giocando a fare la tigre nel parco. C´è solo spazio per aggiungere una considerazione del grande scrittore: "In che toilette vola l´Alfieri, secondo il Carducci? In quella di Icaro? E che spettacolo offrirebbe allora a chi guarda di sotto in su?"E se volasse invece con abiti del suo tempo? In ambedue le ipotesi, la cosa è grottesca!". Cose che si potevano ancora dire in un´epoca in cui ”grottesco´ era una parola non priva di significato. Stefano Bartezzaghi